MOSCA - Nuova stretta della Russia sui diritti civili e sulle opposizioni politiche che si trovano oltreconfine. Il presidente Vladimir Putin ha firmato una legge che impone restrizioni draconiane ai cittadini russi all’estero condannati in contumacia per reati politici.
Il provvedimento, approvato dalla Duma di Stato il 22 luglio e dal Consiglio della Federazione il 24 luglio, si applicherà ai russi condannati ai sensi di qualsiasi articolo del Codice penale, oltre che in base agli articoli di natura politica contenuti nel Codice dei reati amministrativi.Tra le fattispecie sanzionate rientrano il mancato rispetto della normativa sugli “agenti stranieri”, la partecipazione ad attività di “organizzazioni indesiderabili”, la “diffamazione” delle forze armate, gli appelli all’imposizione di sanzioni contro Mosca o la “violazione dell’integrità territoriale della Federazione russa”.
Il pacchetto restrittivo introdotto dal testo prevede misure particolarmente severe: il blocco dei conti bancari e l’impossibilità di accedere ai servizi di banca online, il divieto di vendita per beni immobili e veicoli registrati in patria, l’inibizione all’uso del portale Gosuslugi, la piattaforma di riferimento per tutti i servizi della pubblica amministrazione, oltre al blocco dell’accesso a diversi servizi consolari fondamentali, come ad esempio il rilascio o il rinnovo del passaporto per l’estero.
Per applicare la normativa, il ministero della Giustizia manterrà un elenco ufficiale delle persone che sfuggono alle condanne risiedendo al di fuori dei confini nazionali. Secondo quanto riferiscono i media russi, il Procuratore generale e il suo vice disporranno dell’autorità di inserire i cittadini dissenzienti in questa vera e propria “lista nera”. Il registro verrà successivamente trasmesso al ministero dell’Interno, all’FSB, al Servizio penitenziario federale, alla Banca Centrale e ad altri enti statali per l’imposizione immediata delle sanzioni.
Durante l’iter di esame del disegno di legge, il presidente della Duma di Stato, Vyacheslav Volodin, ha chiarito senza mezzi termini la volontà delle autorità di avvalersi del testo per perseguitare politicamente chi manifesta dissenso: “Coloro che se ne sono andati devono pensare a come presentarsi in tribunale e confessare. Stiamo parlando di coloro che danneggiano il nostro Paese. Estremisti, traditori della nostra patria. Coloro che da anni cercano di distruggere il nostro Stato. Giustificano il nazismo, insultano i nostri soldati e ufficiali. Eppure, si nascondono dalla giustizia in altri Paesi”