ANKARA - La Turchia ha confermato l’attacco condotto con droni ai danni di una nave cargo roll-on/roll-off di proprietà turca, colpita ieri pomeriggio a circa 20 miglia nautiche dal porto russo di Novorossijsk, nel Mar Nero. L’impatto ha provocato il ferimento grave di tre membri dell’equipaggio.
In una nota ufficiale, la Direzione Generale degli affari marittimi della Turchia (Dgm) ha spiegato che l’imbarcazione, la Nadezdha, era salpata proprio dallo scalo di Novorossijsk ed era diretta a Samsun. “A bordo si trovano complessivamente 22 membri dell’equipaggio, tra cui 13 cittadini turchi”, si legge nel comunicato diffuso dall’autorità marittima.
Secondo le prime ricostruzioni, l’attacco ha causato rilevanti danni alla sezione di prua e agli alloggi del personale, innescando un incendio a bordo. A seguito delle interlocuzioni dirette con il Centro di coordinamento del soccorso marittimo di Novorossijsk, le unità della Marina russa sono intervenute per evacuare in sicurezza l’intero equipaggio e trasferirlo nel porto della città. La Dgm ha tuttavia precisato che le fiamme continuavano a divampare sulla nave e che non è stato possibile avviare un’operazione di salvataggio del mercantile a causa del persistente rischio di nuovi raid nell’area.
L’unità navale (di proprietà della compagnia di navigazione Kalyoncu Shipping con sede a Samsun, come confermato dai database marittimi) batte bandiera del Camerun ed è impiegata nel trasporto di frutta e verdura fresca tra la Turchia e la Russia. Diverse fonti avevano precedentemente riferito che il raid si era verificato intorno alle 16:30 locali a circa 30 miglia nautiche dalla costa. Il comandante della nave, Yalcin Sahin, è stato il primo ad attribuire l’azione all’Ucraina, sostenendo che l’attacco sia stato sferrato con l’impiego di sei o sette droni.
L’episodio si inserisce nel quadro delle crescenti tensioni lungo le rotte navali del Mar Nero, dove nel corso dei quasi quattro anni e mezzo di conflitto l’Ucraina ha più volte preso di mira navigli battenti bandiera russa, accusando Mosca di impiegare questo braccio di mare per movimentare merci soggette a sanzioni, compreso il petrolio.
Da parte sua, la Turchia ha rinnovato a più riprese i propri avvertimenti, evidenziando come gli attacchi contro il traffico marittimo commerciale stiano estendendo i pericoli del conflitto ben oltre i confini della zona di guerra, esponendo a severi rischi i marinai e i mercantili di proprietà turca che continuano a navigare nel bacino.