MILANO - Il Tar della Lombardia ha dichiarato inammissibili quattro ricorsi e ne ha respinto uno contro la vendita dello stadio di San Siro e delle aree circostanti a Inter e Milan. I ricorsi erano stati presentati tra il 2022 e il 2025 da cittadini, associazioni e da un consigliere comunale.
La decisione della giustizia amministrativa consente ora di far proseguire il progetto dei club per la realizzazione del nuovo stadio e il successivo abbattimento del Meazza, un piano contestato per anni da comitati e oppositori.
Al centro della vicenda c’erano la delibera di giunta e il via libera del Consiglio comunale di Milano, arrivato nel settembre 2025, alla vendita dello stadio e delle aree alle due società calcistiche.
Nella sentenza, lunga quasi 50 pagine, il Tar non entra nel merito di gran parte delle contestazioni dei cittadini perché dichiara inammissibili quattro ricorsi su cinque. Secondo i giudici, le posizioni dei ricorrenti non erano omogenee: a seconda della vicinanza all’area, cambiavano il tipo di lesione prospettata, l’intensità del pregiudizio e l’utilità concreta che ciascuno avrebbe potuto ottenere dall’eventuale annullamento degli atti.
Per il Tar mancava quindi il requisito dell’identità delle posizioni sostanziali e processuali richiesto per l’ammissibilità di un ricorso collettivo. L’iniziativa, scrivono i giudici, si configurava come una contestazione complessiva dell’operazione urbanistica e patrimoniale, fondata su interessi non sovrapponibili e in parte riconducibili a “una critica civica o politica dell’azione amministrativa”, non ammessa in quella forma dall’ordinamento.
È stato invece respinto nel merito il ricorso del consigliere comunale del gruppo misto Enrico Fedrighini, da sempre contrario alla vendita dello stadio ai club. Fedrighini contestava le modalità con cui il Consiglio comunale aveva dato il via libera all’operazione, denunciando la mancata convocazione di alcune commissioni e l’utilizzo del cosiddetto subemendamento canguro, con cui in Aula erano stati eliminati 214 emendamenti. Per il Tar, però, non ci sono state irregolarità.
“Su San Siro il Tar della Lombardia ha parlato chiaro: il Consiglio comunale ha lavorato nel rispetto delle regole – commenta la vicesindaca di Milano con delega alla Rigenerazione urbana, Anna Scavuzzo –. Cinque sedute di commissione, oltre quindici ore di discussione in Aula, un confronto lungo e vero”. Ora, aggiunge, “abbiamo la responsabilità di realizzare al meglio ciò che è stato deciso”.
Per l’assessora allo Sport Martina Riva, “è il momento di lasciarsi le polemiche alle spalle”, anche perché il nuovo stadio dovrà essere pronto per gli Europei del 2032, “un appuntamento a cui Milano non può rinunciare” e al quale la città dovrà arrivare con un impianto “moderno, accessibile, sostenibile”.
Di segno opposto il commento dell’avvocata Veronica Dini, che ha seguito uno dei ricorsi. Per la legale, la sentenza dimostra che “i cittadini non hanno diritto ad agire”.
Ora Inter e Milan dovranno presentare il progetto definitivo e avviare i lavori. L’obiettivo è avere il nuovo stadio pronto per Euro 2032. L’anno successivo, secondo il piano, il Meazza sarà abbattuto.