STRASBURGO - Prosegue la stretta sui controlli alle frontiere aeree e marittime tra Italia e Spagna.

Questa mattina, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha formalizzato una proroga di 15 giorni della sospensione dell’accordo di Schengen per i collegamenti con il territorio spagnolo, dandone comunicazione con una nota alla Commissione europea e ai ministri dell’Unione. 

Come precisato dal Viminale, il provvedimento si è reso necessario in seguito alle verifiche condotte dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, che ha riscontrato la permanenza di “elevati profili di rischio per la sicurezza interna, oltre a un possibile pericolo legato a eventuali infiltrazioni terroristiche”. 

La reazione del governo spagnolo non si è fatta attendere. Fonti del ministero dell’Interno di Madrid hanno riferito che la Spagna ha deciso di estendere a sua volta fino all’8 ottobre i controlli nei porti e negli aeroporti per i viaggiatori provenienti dall’Italia, notificando la misura all’Unione Europea. 

I controlli, reintrodotti da Madrid l’8 agosto, avrebbero dovuto concludersi il 23 settembre, ma la decisione del Viminale ha spinto l’esecutivo spagnolo a prolungarli di ulteriori due settimane. Dal governo spagnolo spiegano che le circostanze che avevano motivato l’adozione della misura sussistono tuttora, pur lasciando aperta la possibilità di rivedere il termine qualora dovessero emergere novità. 

Sulla decisione italiana è intervenuto il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, a margine di un incontro a Nova Gorica (in Slovenia), smentendo qualsiasi motivazione politica.

“Non è un atteggiamento contro qualcuno, non è una posizione politica. Il nostro problema è quello di garantire la sicurezza interna e la sicurezza delle frontiere. Con la Spagna non c’è una frontiera, ci sono navi e aerei che arrivano dalla Spagna e credo sia giusto (prorogare il blocco di Schengen, ndr) finchè c’è una situazione così drammatica a Ceuta. Non va sottovalutato quello che è successo e quello che sta ancora succedendo e quindi dobbiamo far sì che siano al sicuro le nostre frontiere”, ha spiegato il titolare della Farnesina. 

Tajani ha poi ribadito la linea della fermezza: “Noi stiamo soltanto difendendo la sicurezza: siamo intransigenti contro l’immigrazione irregolare e siamo intransigenti contro il terrorismo – ha aggiunto – non possiamo permetterci per nessun motivo che qualcuno infiltrandosi in qualche mezzo di trasporto pensi di compiere atti terroristici contro il nostro paese o che voglia entrare illegalmente. Ma non c’è nessun pregiudizio nei confronti della Spagna come non c’è nei confronti della Slovenia, è una balla colossale”. 

Sullo sfondo delle restrizioni resta la crisi migratoria dell’enclave spagnola di Ceuta, dove dal 30 luglio (giorno dell’ingresso di circa 70 mila marocchini in poche ore) la situazione continua a condizionare l’agenda politica europea.

La plenaria di settembre del Parlamento europeo a Strasburgo ha persino modificato il proprio calendario per ospitare un dibattito ad hoc sulla sicurezza e sulle condizioni umanitarie della città, dove si trovano tuttora circa 1.500 migranti che non hanno fatto rientro in Marocco e vivono in condizioni precarie. 

A Strasburgo la tensione tra i gruppi politici è alta in vista del voto di giovedì su una risoluzione promossa dal gruppo Ecr, il cui testo è ancora in fase di definizione. La capogruppo dei Socialisti e Democratici (S&D), Iratxe García Pérez, ha chiarito la propria posizione: “Ci aspettiamo che l’Europa dimostri solidarietà”, aggiungendo che l’eventuale intesa “lo deciderà il Ppe”. La rappresentante socialista ha poi avvertito che se la risoluzione “si concentrerà sulle minacce all’integrità territoriale allora saremo con loro, ma se vorranno manipolare Ceuta per attaccare il governo spagnolo ci scontreremo”, confermando il voto contrario di S&D in caso di attacco al governo di Pedro Sánchez. 

A stretto giro è arrivata la replica dell’eurodeputato italiano Nicola Procaccini (ECR), che ha fissato i paletti del proprio gruppo: “Possiamo negoziare con gli altri gruppi, ma il limite invalicabile è l’esclusione di qualsiasi sostegno, esplicito o implicito, alla regolarizzazione di massa dei migranti irregolari da parte del governo spagnolo”. 

Nel dibattito è intervenuto anche il commissario europeo alla Migrazione, Magnus Brunner, rassicurando l’aula sul fatto che “l’integrità di Schengen è stata preservata”, dichiarazioni che tuttavia non sembrano aver placato gli animi dell’Eurocamera.