MILANO - La Procura di Milano ha chiesto la custodia cautelare in carcere per sei degli undici maggiorenni arrestati durante i disordini che hanno attraversato il centro del capoluogo lombardo nel fine settimana scorso.

Le accuse contestate, a vario titolo, sono pesanti: devastazione e saccheggio, resistenza aggravata a pubblico ufficiale e violenze contro le forze dell’ordine.

Secondo i pubblici ministeri, alcuni degli indagati non avrebbero mostrato “alcuna remora nell’adoperare violenza, nell’aderire ai disordini di piazza”, dando prova di una “significativa capacità criminale” attraverso “improvvise azioni distruttive e di rara violenza”.

Le richieste di custodia sono contenute negli atti firmati dalla pm Aurora Stasi. Anche la collega Giovanna Cavalleri, che segue i cinque ragazzi arrestati sabato 17 ottobre, ha sostenuto che il carcere rappresenti l’unica misura adeguata nei confronti di chi, tra sabato e domenica, avrebbe agito con “assoluta disinvoltura” in azioni violente contro le forze dell’ordine, creando anche “un pericolo per l’incolumità di più persone”.

Per i magistrati, la condotta degli indagati evidenzierebbe una capacità criminale tale da “non consentire di ravvisare una capacità di autocontrollo necessaria” al di fuori del carcere.

La Procura, guidata da Marcello Viola, ha trasmesso le richieste di convalida dell’arresto e di applicazione della misura cautelare al giudice per le indagini preliminari Fabrizio Filice.

Nei provvedimenti di convalida relativi agli scontri in centro, il giudice ha richiamato anche il continuo tam-tam sui social per organizzare nuove proteste nei prossimi fine settimana, individuando in questa mobilitazione un possibile disegno di destabilizzazione dell’ordine pubblico.

Secondo Filice, la dinamica dei disordini sfrutterebbe la partecipazione spontanea di molti giovani che, trascinati in un contesto di rabbia e violenza collettiva, finirebbero per perdere il controllo dei propri impulsi e diventare a loro volta protagonisti di comportamenti violenti e antisociali.

Tra gli episodi contestati figura quello che coinvolge un ragazzo di 18 anni, accusato di devastazione e saccheggio, reato per il quale la pena massima prevista arriva a 15 anni.

Secondo la ricostruzione della Procura, il giovane avrebbe agito insieme a una cinquantina di ragazzi che, dopo aver sfondato con “spranghe e altri oggetti” le vetrine di un negozio di abbigliamento sportivo, avrebbero sottratto una grande quantità di merce.

All’arrivo delle forze dell’ordine, il diciottenne si sarebbe trovato ancora nei pressi dell’esercizio commerciale con alcuni capi di abbigliamento griffati. Nel tentativo di fuggire avrebbe inoltre colpito un ispettore di Polizia con “una gomitata al volto”.

L’inchiesta procede dunque su un doppio binario: da una parte la ricostruzione delle responsabilità individuali negli episodi di violenza e saccheggio, dall’altra l’attenzione sui possibili sviluppi delle proteste e sull’organizzazione di nuove mobilitazioni che i manifestanti avrebbero intenzione di organizzare già durante il prossimo fine settimana.