PALERMO - Sono descritte come “molto provate”, ma fortunatamente in buone condizioni di salute, le due sorelline scomparse la sera di venerdì a San Cataldo e ritrovate l’indomani all’interno di un negozio di articoli casalinghi e cinesi in corso Vittorio Emanuele. Le piccole, Benedetta e Domitilla Costanza, di 12 e 8 anni, sono state trasferite da un’ambulanza del 118 presso l’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta per accertamenti. 

Sulla vicenda, avvolta dal mistero, gli inquirenti stanno indagando per fare piena luce su dinamica e circostanze, soprattutto a fronte di quanto le bimbe avrebbero riferito a chi le ha rintracciate: “Ci hanno portato qui”. 

La sparizione risale alle 20 circa di venerdì sera. Secondo quanto dichiarato dal padre, Alessandro Costanza, 40 anni, le bambine erano state lasciate da sole nel loro appartamento a pochi metri dal negozio, mentre l’uomo si era allontanato per appena dieci minuti con il figlio di 10 anni per comprare il pane. 

A lanciare l’allarme il mattino seguente è stato lo stesso genitore attraverso un appello sui social network, che ha mobilitato l’intera comunità sancataldese. Poco dopo mezzogiorno il padre si è recato dai carabinieri per formalizzare la denuncia, rimanendo in caserma per diverse ore per essere ascoltato dagli investigatori. Le ricerche di polizia e carabinieri sono scattate immediatamente, supportate da numerosi volontari, cittadini e dalla Protezione civile comunale. 

Attorno alle 17 di sabato, proprio i volontari della Protezione civile hanno individuato le sorelline all’interno dell’esercizio commerciale. Le bambine vi avevano trascorso l’intera notte. 

I carabinieri della stazione di San Cataldo e del comando provinciale di Caltanissetta, coordinati dalla Procura per i minorenni, hanno passato al vaglio le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, concentrando le verifiche proprio nell’area del ritrovamento. Interrogata nel pomeriggio, la gestora del negozio (che la mattina di sabato era rimasto chiuso) ha riferito di aver visto le due bambine all’interno della sua attività poco prima delle 20 di venerdì. 

I carabinieri e il procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, stanno ricostruendo l’accaduto senza escludere alcuna ipotesi: resta infatti da chiarire se le sorelle si siano introdotte autonomamente nel locale rimanendovi chiuse per errore, o se siano state condotte lì da terzi. 

Il procuratore De Luca ha reso noto il sequestro del locale, sottolineando la necessità di “accertamenti anche di natura tecnico - scientifica”, oltre agli “ulteriori approfondimenti d’indagine delegati alla Tenenza dell’Arma, assolutamente necessari a individuare eventuali responsabilità e a verificare alcune circostanze ancora poco chiare di una vicenda conclusasi con il ritrovamento, in tempi rapidi, delle due bambine”. 

Dalle informazioni raccolte dagli inquirenti emerge una complessa situazione familiare. I genitori delle piccole sono separati e la madre, di origini straniere, risiede a Roma. In passato la coppia era stata denunciata per presunti maltrattamenti nei confronti dei sei figli, poi affidati a una comunità; nel 2024 i minori erano stati infine riaffidati al padre. Chi conosce Alessandro Costanza lo descrive come un genitore affettuoso e premuroso verso i figli, tutti minorenni, il cui più grande è un adolescente di 14 anni.