C’è un momento nella vita di ogni ragazzo in cui una strada si divide in due. Da una parte c’è il rischio di smarrirsi, dall’altra la possibilità di scoprire un talento, una passione, un adulto disposto a credere in lui. A volte basta una partita di calcio, un pallone da basket o una semplice conversazione per cambiare la direzione del cammino.
È questa la filosofia di Sports COPPS – Choices, Opportunities, Partnerships, Participation equals Success–, il programma ideato venticinque anni fa dal sergente investigativo di Victoria Police Vincent Manno, che ha trasformato lo sport in un ponte tra istituzioni e comunità e, soprattutto, in un’opportunità concreta per aiutare migliaia di giovani a costruire il proprio futuro.
Dal 2001 a oggi il progetto, infatti, ha coinvolto oltre 15.200 giovani tra Melbourne e le aree regionali del Victoria, offrendo un percorso di prevenzione, educazione e crescita personale.
L’idea nasce dall’esperienza maturata sul campo. Per quasi quattro decenni Manno ha osservato da vicino le fragilità del sistema di giustizia minorile, arrivando a una conclusione tanto semplice quanto disarmante: intervenire quando un ragazzo è già entrato nel circuito della criminalità significa spesso arrivare troppo tardi.
“Ciò che mi ha spinto a creare questo programma è stato vedere con i miei occhi quella che definisco la ‘porta girevole’ del sistema di giustizia minorile – racconta –. I giovani venivano portati davanti ai tribunali e, poco dopo, tornavano a commettere gli stessi reati. A quel punto bisogna fermarsi e chiedersi: cosa sta succedendo nella vita di quel ragazzo? Cosa gli manca?”.
È proprio da questa domanda che prende forma Sports COPPS. Prima ancora di parlare di sport, il programma parla infatti di relazioni. Gli agenti di Victoria Police entrano nelle scuole come mentori e punti di riferimento. Attraverso incontri educativi affrontano temi quali la sicurezza personale, il bullismo, il corretto utilizzo dei social media, l’intelligenza artificiale, l’importanza di rivolgersi a un adulto responsabile e le procedure per contattare i servizi di emergenza. Solo dopo arriva il momento dell’attività sportiva, che diventa il linguaggio universale attraverso cui creare fiducia.
Per Manno, infatti, lo sport è soltanto uno degli strumenti a disposizione. “Dobbiamo domandarci come mantenere i ragazzi coinvolti, interessati e appassionati alla vita”, spiega l’agente.
Una filosofia che affonda le proprie radici nell’intervento precoce. L’obiettivo non è correggere un comportamento quando ormai è consolidato, ma offrire alternative prima che sia troppo tardi. “Credo fermamente nella prevenzione”, sottolinea Manno.
Secondo il sergente investigativo, dietro molte situazioni di disagio si nasconde la perdita di quei punti di riferimento che permettono a un adolescente di crescere in equilibrio. Richiama così la teoria dei “quattro mondi dell’adolescente” – individuo, famiglia, scuola e comunità – spiegando che quando vengono meno più pilastri contemporaneamente il rischio di deviare aumenta sensibilmente.
Il concetto stesso è racchiuso nel nome del progetto. La lettera ‘O’ dell’acronimo COPPS rappresenta infatti le Opportunities, le opportunità. Una parola che Manno considera il vero cuore dell’iniziativa.
“Molti di questi ragazzi un’opportunità non l’hanno mai avuta, oppure non sono in grado di riconoscerla quando si presenta – afferma –. Per questo dobbiamo chiederci cosa sta facendo la comunità. Se la famiglia non riesce a svolgere il proprio ruolo, allora entrano in gioco le scuole, i servizi di emergenza, le associazioni sportive e tutti coloro che possono offrire una guida positiva”.
Non a caso Sports COPPS coinvolge una rete sempre più ampia di partner istituzionali e organizzazioni del territorio. Lo si è visto anche il 9 giugno a Sunshine West, quando il programma ha collaborato con la Victoria Police Historical Society e Concern Australia per offrire ai giovani di Hand Brake Turn, percorso di formazione pratica nel settore automobilistico, un’esperienza concreta e coinvolgente. Accanto a Manno, il segretario della VPHS Jordan Psathias e il sergente Ray Khanlarian hanno raccontato il lavoro della Historical Society e la passione per il restauro degli ex veicoli della Polizia. A catturare l’attenzione dei ragazzi sono state soprattutto due vetture dismesse ma perfettamente conservate: una VS Commodore bianca del 1995 e una VL Commo dore gialla del 1988, ex Highway Patrol, completa di luci, sirene e dotazioni originali.
Il prossimo appuntamento è invece fissato per il 23 luglio al Manor Lakes P-12 College di Wyndham Vale, dove circa 380 studenti degli Anni 5 e 6 prenderanno parte a un’intensa giornata di attività educative e sportive. Accanto agli incontri dedicati alla sicurezza, al bullismo e al corretto utilizzo del Triple Zero, i ragazzi parteciperanno a clinic di calcio, basket e touch football e potranno conoscere da vicino mezzi e operatori dei servizi di emergenza.