CRACOVIA (Polonia) - Sei persone uccise, almeno 15 ferite e un’intera città sotto shock. È il bilancio della sparatoria avvenuta sabato 7 novembre a Cracovia, in piazza Rynek Główny, nel cuore del centro storico della città polacca. Un uomo ha aperto il fuoco sui passanti da un’auto, spostandosi in diversi punti della piazza e sparando indiscriminatamente sulla folla. L’aggressore è stato ferito dagli agenti durante uno scontro a fuoco, arrestato e trasportato in ospedale. Poche ore dopo, nella sua abitazione sono stati scoperti i corpi di tre familiari.
Le autorità stanno cercando di ricostruire il movente dell'attacco. Il ministro degli Interni, Marcin Kierwiński, ha indicato possibili legami dell’aggressore con l’estrema destra. “Tutto lascia pensare che l’autore della sparatoria avesse idee molto, molto radicali. Nell’auto che stava guidando sono state trovate diverse armi”, ha dichiarato il ministro, aggiungendo che l’uomo sembrava affascinato dalle ideologie dell’estrema destra. Gli investigatori non hanno ancora chiarito se queste convinzioni abbiano determinato la scelta di colpire la folla.
Le sei vittime sono quattro donne e due uomini. Tra loro figurano tre donne polacche e un cittadino britannico. Al momento delle prime comunicazioni ufficiali, altre due vittime non erano ancora state identificate.
Il numero dei feriti è stato aggiornato più volte nel corso della giornata. Le prime ricostruzioni parlavano di almeno 15 persone colpite, mentre Kierwiński ha successivamente riferito di 16 ricoverati, cinque dei quali stranieri. Tredici persone risultavano in gravi condizioni, anche se non era chiaro se il conteggio comprendesse l’aggressore, sottoposto a un intervento chirurgico.
Tra i feriti ci sono anche due agenti di polizia intervenuti per fermare l’uomo. Uno ha riportato una ferita da arma da fuoco, mentre l’altro, raggiunto da tre proiettili, versava in condizioni molto critiche ed era sottoposto a un’operazione. Il ministro degli Interni ha elogiato la rapidità dell’intervento, sottolineando che gli agenti hanno rischiato la vita per arrestare l’aggressore.
La sparatoria è iniziata intorno alle 15, quando l’uomo è entrato in piazza a bordo di un’automobile e ha cominciato a sparare contro i passanti. La polizia ha ricostruito diversi spostamenti del veicolo, con soste durante le quali l’aggressore ha continuato a fare fuoco.
La portavoce della polizia locale, Katarzyna Cisło, ha spiegato che il sospettato indossava una mimetica, abbigliamento militare, e che nell’automobile sono state trovate numerose armi e munizioni. L’uomo avrebbe agito da solo. Il portavoce della polizia nazionale Andrzej Fijołek ha riferito all’emittente privata TVN24 che per l’attacco sarebbe stato utilizzato un fucile AR-15 e che il sospettato possedeva una licenza per armi da fuoco.
L’aggressore è un cittadino polacco la cui identità non è stata resa pubblica. Le prime comunicazioni hanno fornito indicazioni discordanti sulla sua età, compresa tra i 24 e i 25 anni.
Un altro elemento su cui si concentrano le indagini riguarda il ritrovamento di tre cadaveri nell’abitazione del sospettato, a Ostrowiec Świętokrzyski. Il primo ministro Donald Tusk ha annunciato che si tratta di due donne e un uomo appartenenti alla cerchia familiare più stretta dell’aggressore. Non sono state ancora chiarite le circostanze delle loro morti, né l’eventuale collegamento con la sparatoria di Cracovia.
L’attacco ha colpito uno dei luoghi più frequentati della città, meta di visitatori provenienti da tutto il mondo. Cracovia, seconda città della Polonia, accoglie ogni anno circa 15 milioni di turisti, molti dei quali attraversano la grande piazza del centro storico. Alcuni filmati diffusi sui social, la cui autenticità non è stata verificata, mostrano momenti della sparatoria nei pressi delle tradizionali carrozze a cavalli e dei locali affacciati sulla piazza. In una delle riprese, un uomo cerca riparo all’interno di un ristorante.
La tragedia ha provocato reazioni anche fuori dalla Polonia. La presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, ha espresso il proprio cordoglio per le vittime e la solidarietà al popolo polacco, definendo l’accaduto un “vile e inaccettabile atto di violenza”. Meloni ha ribadito l’impegno italiano a difendere la sicurezza e la libertà contro ogni forma di terrore e violenza.
Il presidente polacco Karol Nawrocki ha rivolto un pensiero alle vittime, ai feriti e alle loro famiglie, avviando la procedura per proclamare il lutto nazionale nelle giornate dell’8 e del 9 novembre. Le autorità di Cracovia hanno disposto il lutto cittadino fino all’11 novembre.
La piazza è stata isolata per consentire i rilievi della polizia e le indagini proseguono per chiarire la preparazione dell’attacco, il movente e le circostanze della morte dei tre familiari. Restano ancora aperti interrogativi fondamentali su quanto accaduto nel centro storico di Cracovia, mentre la città piange le vittime e attende risposte dagli investigatori.