CANBERRA - Angus Taylor ha usato il suo primo intervento di risposta al budget per tracciare una linea netta: meno migrazione, meno tasse, meno regolazione e cancellazione delle riforme Laburiste sugli investimenti immobiliari.

Il leader dell’opposizione ha promesso che un governo della Coalizione guidato da lui abolirebbe tutte le modifiche a negative gearing, sconto sull’imposta sulle plusvalenze e trust discrezionali introdotte dal governo Albanese.

Taylor ha definito quelle misure un “attacco all’ambizione”, sostenendo che colpiscono lo spirito australiano del premio al lavoro e al risparmio. Il Partito laburista aveva usato le nuove entrate per finanziare un sconto fiscale da 250 dollari per i lavoratori, previsto a partire da metà 2028. La Coalizione propone invece un piano più ampio: una “tax back guarantee” da 22,5 miliardi in quattro anni, con l’indicizzazione all’inflazione delle prime due aliquote fiscali dal 2028-29. Per un contribuente medio, il beneficio partirebbe da 250 dollari nel primo anno e arriverebbe fino a 1.000 dollari l’anno entro il quarto.

La proposta non è ancora finanziata nei dettagli. Taylor ha detto che le coperture saranno annunciate prima delle elezioni del 2028. Il Partito laburista ha liquidato il piano come “sciocchezza non finanziata”, mentre il ministro per l’Alloggio Clare O’Neil ha accusato l’opposizione di presentare un’idea vaga che non aiuta le famiglie a pagare le bollette.

Il discorso ha avuto anche un chiaro bersaglio politico: One Nation.

Dopo la sconfitta della Coalizione a Farrer, dove David Farley ha conquistato il primo seggio alla Camera per il partito di Pauline Hanson, Taylor ha messo la migrazione al centro della sua agenda. Ha promesso “uno dei più grandi tagli all’immigrazione nella storia australiana”, legando i numeri della migrazione netta a quelli delle nuove abitazioni costruite. Con gli attuali livelli edilizi, questo porterebbe gli arrivi netti a circa 170mila unità, contro le 295mila previsti per quest’anno.

Taylor ha detto che nei primi anni di un governo della Coalizione la migrazione dovrebbe restare “abbondantemente sotto” il tetto, per consentire al mercato immobiliare di recuperare. Taylor a indicato “immigrazione di massa”, net zero, il blocco di risorse come petrolio e gas e la crescita della spesa pubblica come quattro “cattive idee” da respingere.

La Coalizione vuole anche abolire il safeguard mechanism, tagliare programmi abitativi e climatici Laburisti, eliminare la deduzione fiscale per i veicoli elettrici e mantenere le centrali a carbone operative “il più a lungo e intensamente possibile” per abbassare i prezzi dell’elettricità. Sul fronte della difesa, Taylor ha confermato l’obiettivo di portare la spesa ad almeno il 3 per cento del PIL.

Le imprese accolgono con favore la promessa di semplificare regolamentazioni ambientali, edilizie, societarie, fiscali e sulla concorrenza. Ma il Business Council avverte: tagliare troppo la migrazione qualificata rischia di danneggiare edilizia, assistenza agli anziani e servizi essenziali. One Nation, invece, rivendica il merito politico. Barnaby Joyce ha ironizzato: la Coalizione dovrebbe riconoscere le politiche di One Nation, quelle “passate, presenti ed emergenti”.