CARNAGO - La notizia apparsa sul “Corriere della Sera” della rottura tra Allegri e Ibrahimovic ha agitato non poco l’universo milanista, già abbastanza sotto pressione per quanto sta capitando sul campo.

Non bastasse il crollo in campionato e la qualificazione alla Champions rimessa seriamente in discussione, ecco arrivare il carico da novanta che potrebbe rimescolare le carte a fine stagione, indipendentemente dal piazzamento finale.

Allegri sta faticosamente cercando di ricompattare il gruppo in vista della trasferta decisiva di Marassi contro il Genoa, cercando di toccare le corde giuste per una reazione della squadra, sulla scia di quanto capitato negli ultimi 20 minuti contro l’Atalanta, l’unico cenno di vita dato dal Milan nelle ultime apatiche uscite.

Uno dei dubbi principali riguarda l’attacco, dove certamente mancherà Leao squalificato, con Pulisic (che ha recuperato dal fastidio al gluteo), Nkunku (l’unico a salvarsi contro l’Atalanta insieme a Pavlovic) e Fullkrug in corsa per due maglie.

Il tutto in attesa di capire cosa succederà nelle prossime settimane, con le quotazioni di Zlatan Ibrahimovic di nuovo in ascesa, dopo una stagione vissuta ai margini tra padel, palestra e attività collaterali. Tra poco potrebbe tornare lui al comando delle operazioni, considerando che a fine stagione Tare andrà via (già avviati i colloqui tra Furlani e il ds dell’Atalanta D’Amico, cercato anche lo scorso anno) e che difficilmente Allegri sarà riconfermato, anche se nel caso dell’allenatore non sarà semplice trovare una soluzione, visto che ha ancora un anno di contratto con opzione di rinnovo automatico fino al 2028 in caso di qualificazione in Champions.

La soluzione preferita in casa rossonera è quella di una chiamata in Nazionale, cosa che porterebbe alla rescissione, altrimenti in caso di addio non consensuale le parti dovranno sedersi a un tavolo e discuterne.

Per chiudere un’altra stagione deludente che solo la qualificazione in Champions potrebbe in parte salvare.