ROMA - Si è aperta alla Farnesina l’Assemblea plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, appuntamento centrale della rappresentanza istituzionale degli italiani nel mondo che, fino al 15 maggio, riunisce consiglieri provenienti dai diversi continenti, rappresentanti del Governo, parlamentari eletti all’estero, organismi di rappresentanza territoriale ed esperti chiamati a confrontarsi sulle principali questioni che interessano le collettività italiane fuori dai confini nazionali.

I lavori si svolgono in una fase internazionale che il Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani ha definito “particolarmente complessa”, richiamando nel suo intervento inaugurale la crisi in Medio Oriente, la guerra in Ucraina e le tensioni economiche globali che stanno producendo conseguenze dirette sui cittadini e sulle imprese italiane all’estero, ribadendo al tempo stesso come l’impegno diplomatico dell’Italia per la pace prosegua “senza sosta” in un quadro internazionale caratterizzato da crescente instabilità.

L’Assemblea plenaria rappresenta tradizionalmente il principale momento di sintesi politica e programmatica dell’attività del CGIE e quest’anno assume una rilevanza ulteriore alla luce delle numerose questioni aperte che interessano il rapporto tra lo Stato italiano e le proprie comunità all’estero, a partire dalla riforma della cittadinanza, dal funzionamento della rete consolare, dalla diffusione della lingua e della cultura italiane e dal rinnovo dei Com.It.Es., previsto entro la fine dell’anno.

Proprio il tema delle elezioni dei Comitati degli Italiani all’Estero occupa una parte significativa del dibattito assembleare, con il Consiglio intenzionato a formulare proposte operative immediate per facilitare la raccolta delle firme necessarie alla presentazione delle liste e incentivare la partecipazione elettorale, intervenendo su uno dei nodi storicamente più critici del sistema di rappresentanza degli italiani nel mondo, vale a dire il coinvolgimento effettivo delle comunità nei processi democratici e la capacità delle istituzioni rappresentative di mantenere un rapporto stabile con territori sempre più ampi e frammentati.

Nel suo intervento di apertura, Tajani ha voluto collegare il lavoro dell’Assemblea anche alla recente riforma organizzativa del Ministero degli Esteri, entrata in vigore il primo gennaio scorso e descritta come un passaggio finalizzato ad “abbattere le barriere tra il ministero e i cittadini”, attraverso un rafforzamento dei servizi consolari e una maggiore centralità attribuita alle esigenze concrete degli italiani all’estero e delle imprese italiane operanti nei mercati internazionali.

Il Ministro ha sottolineato come l’obiettivo dell’Esecutivo sia quello di rendere i servizi consolari “sempre più rapidi ed efficienti”, annunciando inoltre la prossima inaugurazione di una nuova sala operativa dotata di strumenti informatici avanzati per la gestione dei servizi ai cittadini, in una fase nella quale l’aumento costante degli iscritti all’AIRE e la crescita della mobilità italiana nel mondo stanno esercitando una pressione significativa sulla rete diplomatico-consolare.

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della cittadinanza italiana iure sanguinis, tema che negli ultimi mesi ha alimentato un intenso dibattito politico e istituzionale. Tajani ha ribadito la linea già espressa dal Governo, sostenendo che la concessione della cittadinanza non possa trasformarsi “in un automatismo a favore di chi, senza alcun legame con l’Italia, ha un antenato emigrato secoli fa”, definendo la riforma della materia uno strumento per restituire “dignità e significato a un diritto che deve fondarsi su un legame autentico con l’Italia”.

Tra i temi centrali della settimana assembleare figura inoltre la promozione della lingua e della cultura italiane all’estero, indicata dal Ministro come priorità strategica dell’azione governativa. Tajani ha confermato il sostegno agli enti gestori dei corsi di lingua italiana, il rafforzamento delle borse di studio, gli incentivi alla traduzione delle opere letterarie italiane e le misure a favore dell’editoria italiana all’estero, strumenti considerati essenziali non soltanto per mantenere vivo il legame culturale con le nuove generazioni di italiani nel mondo, ma anche per consolidare la presenza internazionale dell’Italia attraverso la diffusione della propria produzione culturale e scientifica.

Sulla stessa linea si è collocato l’intervento del sottosegretario agli Esteri Massimo Dell’Utri con delega per gli italiani all’estero, che ha definito il rapporto con le comunità italiane nel mondo “un elemento centrale” dell’azione di Governo, sottolineando come il dialogo con il CGIE rappresenti uno strumento fondamentale per affrontare le sfide aperte e consolidare il lavoro sviluppato negli ultimi anni. Dell’Utri ha illustrato una serie di dati e risultati che il Governo considera particolarmente significativi, a partire dalla crescita del numero degli iscritti negli schedari consolari, aumentati del 3,2 per cento rispetto all’anno precedente, dato che conferma il continuo incremento della presenza italiana all’estero e che, parallelamente, rende sempre più urgente il potenziamento della rete dei servizi consolari.

Tra gli aspetti evidenziati dal sottosegretario vi è stato l’aumento delle carte d’identità elettroniche rilasciate attraverso la rete estera e il processo di migrazione verso piattaforme digitali, considerato uno degli strumenti principali per velocizzare le pratiche consolari e alleggerire il carico amministrativo delle sedi diplomatiche. Dell’Utri ha inoltre richiamato l’ampliamento della rete onoraria italiana, con l’apertura di nuovi uffici onorari in Paraguay, Arabia Saudita e Norvegia e con l’iter attualmente in corso per l’istituzione di altre nove sedi, che porteranno ulteriore supporto alle collettività residenti in aree dove la presenza diplomatica italiana risulta limitata.

Complessivamente, ha ricordato il sottosegretario, le sedi onorarie italiane nel mondo sono oggi 509.

L’intervento del rappresentante del Governo ha toccato anche temi legati alla tutela dei cittadini italiani all’estero in situazioni particolarmente delicate, come l’assistenza ai detenuti, i rimpatri sanitari urgenti e la gestione dei casi di minori contesi o sottratti a livello internazionale, ambiti nei quali la rete consolare è chiamata sempre più frequentemente a intervenire con rapidità e competenze specialistiche.

Allo stesso tempo, Dell’Utri ha rivendicato il successo del progetto Turismo delle Radici, iniziativa sostenuta dal Ministero con l’obiettivo di rafforzare il rapporto tra gli italo-discendenti e i territori d’origine delle proprie famiglie, favorendo viaggi identitari e percorsi di riscoperta culturale che, nelle intenzioni del Governo, dovrebbero contribuire anche alla valorizzazione economica e turistica delle aree interne italiane.

Particolare attenzione è stata riservata inoltre agli investimenti nella promozione culturale e linguistica. Il sottosegretario ha ricordato che nel 2025 sono stati assegnati 304 contributi destinati alla creazione o al mantenimento di cattedre di lingua italiana presso università straniere, mentre sul fronte dell’internazionalizzazione dell’editoria italiana sono stati concessi 381 contributi in 64 Paesi per la traduzione e la diffusione di opere letterarie e scientifiche italiane, oltre che per il doppiaggio, la sottotitolazione e la promozione internazionale di produzioni audiovisive italiane.

L’Assemblea plenaria proseguirà nelle prossime ore con il confronto tra le Commissioni continentali e tematiche, la presentazione delle relazioni istituzionali e il dibattito con i parlamentari eletti all’estero. Una parte significativa dei lavori sarà inoltre dedicata ai giovani italiani nel mondo, ai nuovi fenomeni migratori e al contributo economico delle comunità italiane all’estero al sistema Paese, temi che saranno affrontati anche nella sessione conclusiva prevista presso Villa Lubin, sede del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro.

In questa occasione saranno presentati gli orientamenti preliminari di una ricerca congiunta CGIE-CNEL dedicata al contributo economico degli italiani all’estero e verrà illustrato anche il sondaggio rivolto ai giovani expat, promosso con il sostegno del Consiglio Generale attraverso la rete della rappresentanza italiana nel mondo.

Nel corso dell’ultima giornata troverà spazio anche il progetto L’Europa in Movimento, iniziativa già sostenuta dal CGIE che punta alla creazione di un’Agenzia europea dedicata ai cittadini in mobilità, alle politiche sociali, al lavoro e ai diritti civili e politici, oltre a una riflessione sulla storia della rappresentanza degli italiani all’estero affidata alla vicesegretaria generale per i Paesi anglofoni extraeuropei Silvana Mangione, in vista degli anniversari del 2026, anno in cui ricorreranno i quarant’anni dei Com.It.Es., i trentacinque anni del CGIE e i vent’anni della circoscrizione Estero.