ROMA – Dopo un primo anno di pontificato in sordina, papa Leone XIV da alcune settimane alza la voce e invita alla costruzione di una pace “disarmata e disarmante”, come l’aveva definita nel suo primo discorso.
Oggi ha visitato l’Università La Sapienza, segno di una nuova alleanza educativa tra la Chiesa di Roma e l’istituzione accademica, che proprio in seno alla Chiesa nacque, sette secoli fa.
Un’alleanza che già a febbraio scorso si è consolidata con la firma, molto apprezzata dal Papa, della convenzione tra la Diocesi e la Sapienza per l’apertura di un corridoio umanitario universitario dalla Striscia di Gaza, per dare la possibilità – per alcuni studenti palestinesi – di risiedere e studiare nella capitale.
La pace è di nuovo al centro nel discorso tenuto in aula magna, nel quale ha espresso le preoccupazioni per un riarmo degli Stati, dietro l’alibi delle strategie di difesa.
“Non si chiami ‘difesa’ un riarmo che aumenta tensioni e incurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce la fiducia nella diplomazia, arricchisce étile cui nulla importa del bene comune”, ha affermato.
Agli studenti ha trasmesso l’esortazione a impegnare intelligenza e audacia nella ricerca di giustizia, pace, custodia della Terra, e a scegliere sempre la via per un uso etico delle tecnologie. Ai professori, l’invito ad ascoltare e a non alimentare il malessere di molti giovani con distorte interpretazioni dell’essere maestri.
“Occorre vigilare sullo sviluppo e l’applicazione dell’intelligenza artificiale in ambito militare e civile affinché non peggiorino la tragicità dei conflitti – ha aggiunto il Santo Padre –. Il dramma del ‘900 non va dimenticato, il grido ‘mai più guerra’ dei miei predecessori, così consonante come il ripudio della guerra sancito nella Costituzione, ci sprona ad un’alleanza spirituale, senza chiudersi tra ideologie e confini nazionali. Quanto avviene in Ucraina, a Gaza e nei territori palestinesi, in Libano, in Iran, descrive la disumana evoluzione del rapporto tra guerra e nuove tecnologie in una spirale di annientamento. Lo studio, la ricerca e gli investimenti vanno nella direzione opposta: sì alla vita, sì alla vita giovane, sì alla vita dei popoli che invocano pace e giustizia”.
Infine, rivolto in particolare agli studenti, Leone XIV ha detto: “L’invito che faccio a tutti voi è: lavoriamo insieme, siamo tutti costruttori di pace nel mondo. È dai rapporti tra amici, dalle parole e dal modo di pensare che si costruisce la pace nel mondo. Abbiate sempre la speranza nella possibilità di costruire un mondo nuovo”.