MILANO - Il testamento di Silvana Barbieri Reggiani, madre di Patrizia Reggiani, è stato dichiarato falso dal Tribunale civile di Milano. La decisione, pronunciata in primo grado dalla quarta sezione civile, potrebbe valere all’ex moglie di Maurizio Gucci un’eredità stimata in oltre 20 milioni di euro.
La donna, oggi settantasettenne, ha scontato la pena come mandante dell’omicidio dell’ex marito, ucciso a Milano nel 1995, e attualmente è sottoposta ad amministrazione di sostegno.
Il testamento al centro della causa era stato ricevuto e registrato dal notaio cremonese Alberto Pavesi, e lasciava gran parte del patrimonio immobiliare non alla figlia Patrizia, ma alla Fondazione Fernando e Silvana Reggiani.
La Fondazione era stata fatta costituire, presiedere e gestire dall’avvocato Maurizio Enrico Carlo Giani, indicato come esecutore testamentario, e all’ente erano andati un complesso immobiliare a Milano dal valore stimato in almeno 14 milioni di euro, un legato da 4 milioni e un compenso da 100.000 euro.
La causa civile era stata promossa da Patrizia Reggiani, assistita dall’avvocato Giorgio Francesco Molinari, contro la Fondazione, difesa dai legali Raffaele Carlo Gorla e Federico Camozzi.
Secondo il Tribunale, il testamento avrebbe attestato “plurime circostanze non vere”, emerse dal confronto tra il contenuto dell’atto e una registrazione audiovisiva della sua redazione, effettuata dall’allora governante di Silvana Barbieri su richiesta della stessa anziana donna, e poi consegnata a Patrizia Reggiani.
In particolare, i giudici civili avrebbero rilevato l’assenza, nell’audio, di alcune circostanze indicate invece nel testamento, come la dichiarazione secondo cui Silvana Barbieri non avrebbe potuto firmare l’atto “a causa dell’estrema debolezza agli arti superiori dovuta all’età avanzata e all’attuale stato clinico”. Da qui, secondo il Tribunale, la falsità di quanto attestato nel testamento pubblico.
La decisione, però, non chiude ancora la vicenda, e i legali della Fondazione hanno impugnato l’annullamento in Appello. Se la sentenza di primo grado dovesse essere confermata e diventare definitiva, l’erede tornerebbe a essere Patrizia Reggiani.
Sulla stessa vicenda era già intervenuta in passato anche la Procura di Milano, e le pm Tiziana Siciliano e Michela Bordieri avevano istruito un processo in cui contestavano all’avvocato Giani la circonvenzione di incapace ai danni di Silvana Barbieri Reggiani. Quel procedimento penale si era però concluso con l’assoluzione dell’imputato.