MILANO - Ergastolo per Adilma Pereira Carneiro, la cinquantenne brasiliana accusata di avere organizzato l’omicidio di Fabio Ravasio, 52 anni, ucciso il 9 agosto 2024 a Parabiago, nel Milanese. Lo ha deciso la Corte d’assise di Busto Arsizio (Varese), presieduta da Giuseppe Fazio, al termine di una camera di consiglio durata 12 ore.
L’uomo era stato investito da un’auto e, in un primo momento, la sua morte era sembrata provocata da un pirata della strada. Secondo la ricostruzione dell’accusa, invece, si trattò di un omicidio pianificato.
La donna avrebbe voluto liberarsi di Ravasio per entrare in possesso del suo patrimonio e gestire i beni dell’uomo, con il quale aveva avuto una relazione.
Oltre a Pereira, la Corte ha condannato all’ergastolo anche Fabio Lavezzo e Marcello Trifone, mentre Igor Benedito ha ricevuto 23 anni, Massimo Ferretti 24, Mohamed Dahibi 22. Infine, la pena per Mirko Piazza e Fabio Oliva è di 14 anni ciascuno. Il pubblico ministero Ciro Caramore aveva chiesto cinque ergastoli anche nei loro confronti.
Secondo la ricostruzione, accolta in parte dai giudici, ciascuno degli imputati ebbe un ruolo nell’agguato. Benedito avrebbe guidato l’auto usata per investire Ravasio, con Trifone al suo fianco. Lavezzo, compagno della figlia di Pereira, avrebbe segnalato il passaggio della vittima, perché l’auto potesse colpirla. Dahibi avrebbe finto un malore in strada per bloccare il traffico e favorire l’azione.
Ferretti, secondo l’accusa, avrebbe pianificato con Pereira l’uccisione, Piazza avrebbe svolto il ruolo di collegamento tra i partecipanti al piano e Oliva avrebbe invece riparato la macchina poi usata per l’omicidio.
A tutti gli imputati, tranne Oliva, era contestata la premeditazione.