WASHINGTON - Il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran è stato siglato in via elettronica dal presidente Usa Donald Trump, dal suo vice JD Vance e, per la parte iraniana, dal presidente del Parlamento Mohamed Bagher Ghalibaf.

A confermare i dettagli operativi e la portata dell’intesa è stato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, annunciando che l’attuazione ufficiale del cessate il fuoco inizierà venerdì, in concomitanza con la firma fisica del documento in Svizzera. 

Secondo Araghchi, il testo prevede “la fine immediata e definitiva della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano” e avvierà negoziati divisi in due fasi distinte: “La prima riguarda la fine della guerra, lo Stretto di Hormuz, il rilascio dei fondi iraniani congelati e la ricostruzione.

I negoziati continueranno per 60 giorni e affronteranno la questione nucleare e la revoca delle sanzioni”. 

Nonostante la rilevanza della svolta, il perimetro dell’accordo è ancora tutto da definire.

Parlando alla Cnn, il vicepresidente statunitense JD Vance ha precisato che il documento firmato “è di una pagina e mezzo” e “non include i dettagli operativi dell’intesa”. Una cautela confermata da un alto funzionario americano, il quale ha spiegato ai giornalisti che gli Stati Uniti manterranno “l’attuale postura militare durante la prossima fase dei negoziati”, poiché “la riduzione avverrà con l’accordo definitivo”. 

Il memorandum prevede la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz e la revoca del blocco navale statunitense.

Donald Trump – parlando a Evian all’inizio del bilaterale con il presidente francese Emmanuel Macron (definito un “amico speciale”) – si è mostrato entusiasta per le reazioni dei mercati: “Credo che molte grandi cose accadranno in Medio Oriente adesso, e soprattutto il prezzo del petrolio sta crollando e la borsa sta salendo alle stelle”. 

Il presidente Usa ha poi rassicurato Macron sulla sicurezza delle rotte: “Le navi cominciano a muoversi, molte cariche di petrolio, fuori dallo Stretto. Stanno percorrendo ‘l’Autostrada’ meridionale, che è totalmente sicura, protetta e incontaminata. Ci sono altre aree di transito”.

Trump ha poi escluso frizioni sulla gestione del canale marittimo: “Non credo che avremo bisogno di molto aiuto perché abbiamo un accordo che prevede che il passaggio sia aperto. E non ci saranno pedaggi”.  

La questione economica resta però controversa. Sebbene JD Vance abbia ribadito alla Cnbc l’auspicio che “lo Stretto rimanga accessibile senza pedaggio a lungo termine”, da Teheran arrivano distinguo tecnici.

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha infatti chiarito: “L’Iran ha sempre affermato di non voler riscuotere pedaggi. Tuttavia, in cambio dei servizi che forniremo, tra cui servizi di navigazione, protezione ambientale, eventuale assicurazione navale e altri servizi che saranno forniti da Iran e Oman, saranno riscosse le tariffe necessarie”. 

Il via libera all’intesa non spegne le forti preoccupazioni della leadership israeliana. “La nostra lotta non è ancora finita”, ha dichiarato in conferenza stampa il premier Benjamin Netanyahu. “Le persone chiedono cosa abbiamo ottenuto, e la risposta è: abbiamo rimosso la minaccia immediata d’annientamento”, ha aggiunto, rivendicando i successi militari: “Abbiamo spezzato l’asse del male iraniano”. 

Netanyahu ha infine ribadito la sua linea intransigente sul dossier atomico: “La missione della mia vita è la lotta contro il programma nucleare iraniano. Con un accordo o senza un accordo, l’Iran non avrà armi nucleari”. Una posizione che fa eco a quella di Washington, con i funzionari statunitensi che ripetono: “Faremo tutto il necessario per impedire all’Iran di ottenere l’arma nucleare”. 

Mentre i leader politici celebrano l’intesa, il mondo dello shipping internazionale frena gli entusiasmi. Nonostante Trump abbia invitato i mercantili a riprendere i transiti commerciali, le agenzie locali – come la Mehr – parlano di una riapertura tecnica che potrebbe richiedere fino a 30 giorni. Al momento centinaia di navi restano ferme nel Golfo Persico.   

Sul piano diplomatico europeo, Emmanuel Macron ha garantito a Tf1 Tv che la Francia “farà di tutto” per scongiurare l’imposizione di balzelli iraniani a Hormuz. Il presidente francese ha annunciato che una missione congiunta franco-britannica per sorvegliare lo stretto è pronta a partire “molto rapidamente”, con la portaerei Charles de Gaulle schierabile in zona “entro due o tre giorni”. 

Anche l’Italia ha espresso la propria totale adesione al percorso diplomatico tramite una nota del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“Nella notte abbiamo già espresso, insieme a Francia, Germania e Regno Unito, il nostro forte apprezzamento per il memorandum d’intesa siglato da Stati Uniti e Iran nelle scorse ore – si legge nel testo –. Un grazie sentito va a tutti i mediatori, e in particolare al Qatar e al Pakistan, che hanno reso possibile questa intesa. L’Italia, come già in passato, è pronta a sostenere il processo diplomatico verso un accordo complessivo. I principi sono chiari: l’Iran non può dotarsi dell’arma nucleare e la libertà di navigazione deve essere garantita. Siamo pronti, insieme agli altri partner e, fermo restando la necessaria autorizzazione parlamentare, a contribuire a una presenza navale internazionale per accompagnare la piena riapertura dello Stretto di Hormuz”.