HELSINKI - La procura generale finlandese ha formalmente incriminato il comandante e il nostromo della nave mercantile Fitburg con le accuse di sabotaggio aggravato e interferenza aggravata nelle telecomunicazioni. I due ufficiali sono ritenuti responsabili del danneggiamento di due cavi sottomarini in fibra ottica tra Finlandia ed Estonia, avvenuto lo scorso dicembre.
Secondo la tesi degli investigatori, l’imbarcazione (sospettata di appartenere alla cosiddetta “flotta ombra” russa) avrebbe provocato la rottura delle due infrastrutture e tentato di colpirne altre otto trascinando un’ancora sul fondale marino per almeno 130 chilometri, un’azione interrotta solo dal tempestivo intervento delle forze di sicurezza.
“La procura ritiene che, oltre ad aver causato danni immediati significativi, l’azione abbia rappresentato un grave pericolo per il funzionamento delle reti di telecomunicazioni, elettricità e gas della Finlandia”, si legge nella nota ufficiale rilasciata dai magistrati.
La Fitburg, un cargo battente bandiera di Saint Vincent e Grenadine, che operava sulla rotta commerciale tra San Pietroburgo e il porto israeliano di Haifa, era stata posta sotto sequestro il 31 dicembre 2025.
L’abbordaggio era scattato nelle acque internazionali della zona economica esclusiva finlandese, nel cuore del Golfo di Finlandia, attraverso un’operazione speciale della Guardia costiera: gli agenti si erano calati da un elicottero prendendo il controllo del mercantile, mentre questo navigava ancora con l’ancora immersa in mare. Proprio sul fondale, le ispezioni subacquee delle autorità hanno in seguito individuato la lunghissima traccia di trascinamento lasciata dal pesante strumento di ormeggio.
Al centro dell’intrigo internazionale non ci sono però solo il comandante, di nazionalità russa, e il nostromo, originario dell’Azerbaigian. Altri due ufficiali della nave risultano attualmente sospettati; la procura si è riservata di decidere in una fase successiva quali eventuali capi d’accusa contestare anche a loro.
Dopo dodici giorni di fermo necessari a completare i rilievi tecnici, alla nave era stato concesso il nullaosta per ripartire il 12 gennaio, mentre a tre dei quattro ufficiali indagati è stato imposto il divieto assoluto di lasciare la Finlandia.
Durante la fase di inchiesta preliminare, gli imputati hanno respinto fermamente ogni addebito. La difesa ha inoltre sollevato un’eccezione formale, sostenendo che la magistratura di Helsinki non avrebbe la giurisdizione legale per procedere, poiché i danni materiali si sarebbero verificati al di fuori delle acque territoriali dello Stato.
Spetterà ora al Tribunale distrettuale di Helsinki fissare la data d’inizio del processo e sciogliere il nodo preliminare sulla competenza territoriale.
Il caso della Fitburg si inserisce in un quadro geopolitico molto teso. Dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022, la Finlandia ha registrato diversi e preoccupanti episodi di danneggiamento a infrastrutture sottomarine strategiche nel Mar Baltico. Si tratta di incidenti che il governo di Helsinki monitora con la massima attenzione e che considera a tutti gli effetti possibili attacchi ibridi coordinati da Mosca.