CHIETI – “Deve essere esclusa nel modo più assoluto ogni ipotesi di affidamento familiare o adozione dei minori”. Sono le dichiarazioni del nuovo avvocato della famiglia Trevallion–Birmingham, Simone Pillon, che oggi ha incontrato per la prima volta i genitori nella loro casa di Palmoli.
Il legale ha anche visto la tutrice e la curatrice definendo l’incontro “cordiale e fruttuoso”, stemperando così in parte le frizioni che si erano acuite tra la famiglia e gli assistenti sociali durante il precedente mandato difensivo.
Parlando di Nathan e Catherine, l’ex parlamentare li ha definiti “persone squisite che, pur provate dalla sofferenza della separazione dai loro amati figli, mantengono grande dignità e lucidità”.
Peraltro oggi sembra essersi aperto uno spiraglio di dialogo, dopo che nei giorni scorsi le assistenti sociali avevano definito la figura di Catherine “perniciosa” per il benessere dei bambini. “Mi hanno confermato che la madre oggi ha incontrato i figli”, ha aggiunto.
La scorsa settimana, in occasione del ricovero della piccola Bluebell, il padre e la madre avevano ottenuto il diritto di visita giornaliero, ma senza la possibilità di restare soli con la gemellina.
Non erano state autorizzatate nemmeno le visite degli amici di famiglia con bambini coetanei di Bluebell, che volevano portare sorrisi e regali. Una decisione che aveva ulteriormente colpito l’opinione pubblica, dal momento che alla base della decisione dell’allontanamento c’era proprio la presunta mancata socializzazione.
“Mi hanno ribadito la disponibilità a documentare tutto quanto richiesto dalle autorità nell’interesse dei minori – continua Pillon, parlando dei suoi assistiti –. Ho confermato loro che le scelte riguardanti l’educazione dei figli sono attribuite ai genitori, come previsto dalla dichiarazione universale dei diritti umani e dalla nostra Costituzione. Manifesto l’impegno, come nuovo difensore, a instaurare in clima collaborativo con tutti, a condizione che ciò avvenga con lealtà, correttezza e trasparenza da parte di tutti. Ringrazio la stampa che, come diceva Jefferson, funge da cane da guardia del potere sia politico che giudiziario”.
L’avvocato chiude il suo intervemnto con una richiesta: “Mi permetto di chiedere ora un’attenuazione della copertura mediatica nell’interesse del buon esito della vicenda”.