CANBERRA - I Liberali promettono una stretta sull’immigrazione, con espulsioni per i titolari di visto che non rispettano i cosiddetti “valori australiani”.

La proposta, che sarà presentata dal leader dell’opposizione Angus Taylor, segna un irrigidimento della linea politica in vista delle prossime elezioni.

Il piano si articola su tre direttrici: ridurre il numero di ingressi, rafforzare i controlli e ridefinire i criteri di permanenza nel Paese. Al centro c’è l’idea di inserire formalmente i valori nazionali nella legislazione migratoria, trasformandoli in un parametro vincolante.

Secondo Taylor, chi dimostra comportamenti incompatibili con questi principi – dal rispetto della legge alla convivenza civile – dovrebbe perdere il diritto di restare in Australia. Il concetto di “fair go”, ovvero pari opportunità e rispetto reciproco, viene indicato come elemento cardine.

Il leader dell’opposizione intende anche aumentare il livello di verifica sui richiedenti provenienti da Paesi non considerati democrazie liberali occidentali. L’obiettivo dichiarato è valutare più attentamente il rischio di radicalizzazione o incompatibilità culturale.

Tra le misure previste figura il rafforzamento dei controlli di sicurezza, con la creazione di un centro dedicato all’analisi dei profili dei candidati. I richiedenti visto potrebbero essere obbligati a fornire informazioni sui propri account social, per facilitare le verifiche.

Il piano include anche il ritorno dei visti temporanei di protezione, aboliti dall’attuale governo. Secondo l’opposizione, questo strumento servirebbe a scoraggiare l’uso improprio del sistema di asilo e a limitare i soggiorni prolungati attraverso ricorsi legali.

Un’altra proposta riguarda la creazione di una taskforce inter-agenzia per individuare e rimpatriare chi resta nel Paese oltre i termini consentiti. Tra le modifiche ipotizzate c’è anche la limitazione dell’accesso all’assistenza legale finanziata dallo Stato per i non cittadini che contestano decisioni sui visti.

Le posizioni di Taylor si inseriscono in un contesto politico sempre più competitivo sul tema migratorio, con la crescita di consensi per partiti come One Nation. Il tema della sicurezza e dell’identità nazionale diventa così centrale nel dibattito elettorale.

Resta aperta la questione su come definire in modo operativo le violazioni dei valori australiani e su quali comportamenti possano giustificare un’espulsione. Elementi che, secondo l’opposizione, verrebbero chiariti in caso di vittoria elettorale.

La proposta segna un cambio di tono nel dibattito politico, con un approccio più selettivo e restrittivo che punta a ridefinire il modello migratorio del Paese.