TOKYO - Un violento terremoto ha colpito oggi il Giappone settentrionale, scuotendo l’isola di Honshu e facendo tremare gli edifici della capitale Tokyo, a centinaia di chilometri dall’epicentro. L’Agenzia Meteorologica Giapponese (JMA) ha inizialmente stimato la magnitudo a 7.4, rivedendola poco dopo a 7.7, ed ha emesso un’allerta tsunami per onde fino a tre metri lungo la costa del Pacifico, da Hokkaido fino alla parte settentrionale di Honshu.  

Il sisma si è verificato alle 16:53 locali nelle acque del Pacifico al largo delle prefetture di Iwate e Aomori. Le prime onde di tsunami hanno già raggiunto la costa: un’onda di 80 centimetri è stata osservata nel porto di Kuji alle 17:34 locali.  

La JMA ha ordinato l’evacuazione immediata verso alture o edifici sicuri, avvertendo che le onde potrebbero colpire ripetutamente le regioni costiere e le aree fluviali. Nonostante la potenza della scossa, il Capo di Gabinetto Minoru Kihara ha rassicurato che, al momento, non si segnalano feriti gravi o danni strutturali significativi, e la situazione nelle centrali nucleari dell’area risulta regolare.  

Ciò che desta maggiore preoccupazione è il comunicato straordinario emesso dalla JMA poche ore dopo l’evento. L’agenzia ha dichiarato che la probabilità che si verifichi un nuovo terremoto di magnitudo elevata è ora “relativamente più alta rispetto ai periodi normali”.  

Questa allerta per un potenziale mega terremoto riguarda 182 città e comuni distribuiti in sette prefetture, da Hokkaido fino a Chiba. Le autorità spiegano che l’evento odierno potrebbe aver aumentato lo stress lungo due fosse oceaniche profonde nel Pacifico. “Chiediamo di adottare misure di preparazione basate sul principio della responsabilità per la propria sicurezza”, ha ribadito un funzionario dell’Ufficio di Gabinetto, sottolineando che, sebbene non vi sia certezza di una nuova scossa, il rischio è concreto.  

Il Giappone è situato sopra quattro importanti placche tettoniche lungo l’Anello di Fuoco del Pacifico, una delle aree sismicamente più attive del pianeta. Con circa 1.500 scosse all’anno, l’arcipelago ospita il 18% dei terremoti mondiali.   

Il ricordo della popolazione corre inevitabilmente al 2011, quando un sisma di magnitudo 9.0 generò uno tsunami devastante che causò 18.500 vittime e il disastro nucleare di Fukushima. Proprio per questo, la macchina dei soccorsi e il sistema di allerta sono scattati oggi con la massima precisione, mantenendo la popolazione in stato di vigilanza in attesa che l’allerta mega terremoto possa essere revocata.