Ha il sorriso di chi sa mettere a proprio agio i clienti Roger Ongarato, nella sua macelleria a gestione familiare Largo Butchers, su Brunswick Street, Fitzroy, avviata 50 anni fa dal padre Silvio, anche se il grosso del business ormai non si basa più sulla vendita al dettaglio. “Un tempo, quando Fitzroy era il quartiere degli immigrati italiani, greci e slavi, su questa strada c’erano dodici macellai, mentre adesso siamo rimasti solo noi, e l’anno prossimo ci trasferiremo ad Alphington. Ora in questa zona risiedono perlopiù giovani professionisti oppure coppie in pensione che hanno magari venduto la casa grande nei suburbi per comprarsi un appartamento vicino al centro città. Negli anni ci siamo dovuti adeguare a questo cambiamento demografico, tanto che ormai l’80% della nostre entrate dipende dai ristoranti, dai matrimoni o grossi eventi al Rod Laver Arena, Etihad Stadium e MCG: una fetta di mercato che si è completamente volatilizzata negli scorsi mesi. Anche noi siamo stati presi d’assalto durante il primo lockdown, quando tanta gente ha stipato il congelatore di carne. C’è stata addirittura una corsa a comprare congelatori! Poi abbiamo avuto la stagione della preparazione dei salami. Ora i clienti sono tornati ad acquistare solo ciò che serve per il fabbisogno quotidiano; anzi, almeno hanno  una scusa per uscire di casa”. E prima del limite dei 5km, molti clienti affezionati arrivavano da lontano soprattutto per far scorta di salsicce e salami, fiori all’occhiello dei macellai Ongarato, decantati anche nel programma televisivo di qualche anno fa, Italian Food Safari.

Originario di Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, Silvio Ongarato giunse in Australia nel 1952, lasciandosi alle spalle la distruzione del secondo conflitto mondiale. “In paese la sua famiglia aveva una ben avviata attività di commercio di frutta e verdura, quindi dopo una prima serie di lavori in fabbrica, prima alla Rosella di Richmond, dove si produceva salsa di pomodoro, e poi alla Dunlop, ha aperto un negozio di frutta e verdura a Niddrie. Intanto aveva conosciuto mia madre, Giovanna, originaria di Rossano Veneto, in provincia di Piacenza”. Nel 1968 la famiglia torna nel paese d’origine, con l’intenzione di far cominciare al piccolo Roger le scuole italiane, ma si tratterà solo di una parentesi di un anno: l’Australia offriva chiaramente più opportunità. “Un cugino di mio padre lavorava come macellaio, e così prese mio padre con sé, per insegnargli il mestiere. Poi cominciò a lavorare per Tiziano Lago, un compaesano che nel 1965 aveva aperto una piccola fabbrica proprio qui dove ora abbiamo il nostro negozio. Era specializzato in salsicce e mortadella. Anzi, fu il primo a importare la macchina per confezionare mortadella”!

Quando ancora i macellai portavano la cravatta... Silvio Ongarato in uno scatto dei primi anni ’​70

Quando poi nel 1970 Silvio Ongarato subentrò come proprietario, decise di aggiungere una ‘r’ al cognome Lago: “Era un modo per segnalare il cambio di gestione, ma anche perché non ci piaceva come veniva pronuciato ‘Lago’ – racconta Roger imitando l’accento tipicamente australiano. Intanto Roger e il fratello Simon aiutavano in negozio dopo la scuola o durante le vacanze scolastiche. “Era normale a quei tempi per noi figli di immigrati. I nostri genitori si spaccavano la schiena, spesso dividendosi tra due lavori. Se provavamo a lamentarci mio padre ci diceva ‘Avrai tutto il tempo per dormire quando sarai morto’!”

Adesso Silvio e Giovanna Ongarato si tengono occupati allevando mucche e agnelli a Romsey, nelle Macedon Ranges. “Noi figli e nipoti diamo una mano perché ormai hanno ottant’anni. Quest’anno avremmo dovuto portarli per l’ultima volta in Italia”. A marzo dell’anno prossimo, invece, Largo Butchers si trasferirà a Grange Road, Alphington, dove Roger,  il fratello Simon e il figlio Matthew apriraranno una fabbrica con punto vendita: una nuova sfida per la terza generazione di Ongorato.