BRISBANE - Il parassita sta mettendo in ginocchio gli alveari del Queensland sudorientale, con effetti che potrebbero estendersi ben oltre l’apicoltura e colpire la produzione agricola dipendente dall’impollinazione.
Il primo caso nello Stato è stato rilevato nel marzo 2025. Si ritiene che l’acaro sia arrivato dal New South Wales attraverso l’area dello Scenic Rim, dopo essere stato individuato in quello Stato nel 2022. A un anno di distanza, si stima che il 90 per cento delle colonie selvatiche di api mellifere nel South East Queensland sia collassato, mentre quasi tutti gli alveari gestiti dagli apicoltori sono ormai impegnati in una lotta per la sopravvivenza.
“Per il South East Queensland, l’unica parola che posso usare ora è devastazione”, ha detto Rick McFarlane, apicoltore commerciale conosciuto come The Backyard Beekeeper.
Il meccanismo è rapido e distruttivo. Gli acari adulti entrano nella colonia trasportati sul dorso di api infette, poi depongono le uova nelle celle della covata. Le larve vengono attaccate e le api che emergono risultano gravemente indebolite. “Le nostre api possono sembrare sane oggi, ma la generazione successiva, se colpita dalla varroa, non riesce a volare - ha spiegato McFarlane -. La colonia non può più funzionare e collassa”.
Per individuare il parassita, gli apicoltori usano test che comportano l’immersione di centinaia di api in alcol, per separare e contare gli acari. In un campione mostrato da McFarlane, il risultato era di 16 acari, ben oltre la soglia auspicata.
Finora uno dei trattamenti più efficaci era un miticida sintetico, ma è emersa una nuova forma di acaro resistente. Altre soluzioni prevedono l’uso di acido ossalico in strisce o vapori: una sostanza naturale non tossica per le api, ma pericolosa per acari e persone. Può contenere l’infestazione, non eliminarla.
Il costo è pesante. McFarlane ha stimato tra 1.500 e 3mila dollari al mese di spese aggiuntive per 150 alveari. Amber Stone, titolare di Teralba Bees a North Brisbane, ha detto che la malattia ha tolto anche la dimensione educativa e aperta al pubblico della sua attività: non c’è certezza che un alveare, una volta aperto, sia ancora vivo.
Le conseguenze agricole sono rilevanti. Le api mellifere europee, presenti in Australia da 200 anni, sono essenziali per molte colture. Macadamia, mango e avocado sono tra i prodotti del Queensland più dipendenti dall’impollinazione.
Rob Stephens, del Queensland Department of Primary Industries, ha avvertito che alcuni settori potrebbero scoprire solo ora quanto dipendono dalle api selvatiche. In assenza di colonie spontanee e con alveari gestiti sotto stress, alcuni produttori dovranno ricorrere per la prima volta ad apicoltori commerciali. “C’è la possibilità di una minaccia diretta alla sicurezza alimentare”, ha detto.
Nuovi trattamenti sono disponibili all’estero e il governo australiano si sta adoperando per la loro approvazione. Stephens invita però alla cautela: l’industria dovrebbe riprendersi, come avvenuto altrove, ma il periodo immediato sarà difficile.