CARACAS – Il doppio sisma ha colpito il Venezuela in rapida successione, causando crolli e danni agli edifici nella capitale Caracas e spingendo le autorità a invitare la popolazione a restare fuori dalle abitazioni per il rischio di nuove scosse.

Secondo lo US Geological Survey, la seconda scossa ha raggiunto magnitudo 7.5, con ipocentro a 10 chilometri di profondità ed epicentro 16 chilometri a sud-ovest della città di Morón. Poco prima, il Paese era stato colpito da un sisma di magnitudo 7.1, avvertito chiaramente anche a Caracas.

Lo US Tsunami Warning System ha emesso un’allerta per Porto Rico e per le Isole Vergini americane e britanniche. Il sistema ha indicato anche Aruba, Curaçao e Bonaire tra le isole al largo del Venezuela potenzialmente esposte a onde eccezionali.

Il ministro dell’Interno Diosdado Cabello ha detto che la prima scossa è stata percepita in diversi Stati del Paese. Nel quartiere Altamira di Caracas, ha aggiunto, si sono verificate “situazioni allarmanti”, con case ed edifici crollati o gravemente danneggiati. Cabello ha chiesto ai cittadini di rimanere all’esterno, perché le repliche potrebbero compromettere ulteriormente strutture già lesionate.

Molti venezuelani si trovavano in casa al momento della prima scossa, durante una festività nazionale che ricorda la vittoria militare del 1821 decisiva per l’indipendenza dalla Spagna. A Caracas, numerosi residenti sono corsi in strada mentre i palazzi oscillavano.

Maria Romero, pensionata di 80 anni residente nella zona sud della capitale, ha raccontato di essere stata aiutata dalla polizia a uscire dal suo edificio. “Questo terremoto è stato orribile, persino peggiore di quello del 1967”, ha detto.

Video girati da testimoni e pibblicati da Reuters mostrano i mezzi dei vigili del fuoco nelle strade di Caracas e facciate di edifici con danni rilevanti. In diverse aree della capitale, subito dopo la scossa, molti residenti hanno perso elettricità o connessione internet.

Un testimone ha raccontato che crepe sono comparse lungo il lato del suo appartamento e che i vetri dell’ingresso sono andati in frantumi. Poco dopo, è mancata la corrente. A Valencia, a ovest di Caracas, un altro residente ha riferito che diverse pareti del suo edificio si sono aperte o lesionate. “Appena la scossa si è fermata, io e mio marito siamo usciti”, ha detto.

Il bilancio resta provvisorio. Ma il quadro iniziale è già chiaro: due scosse violente, infrastrutture fragili, paura diffusa e un Paese ora sospeso tra danni visibili e rischio di altre repliche.