BRISBANE – Il ragazzo di aver pianificato attentati con ordigni esplosivi contenenti chiodi contro l’allora leader dell’opposizione Peter Dutton e un evento del Labour Day è stato dichiarato non colpevole di preparazione di un atto terroristico.

La giuria della Brisbane Supreme Court ha emesso il verdetto questa mattina, dopo due giorni di deliberazioni. Il ragazzo, oggi 17enne, non può essere identificato per ragioni legali. Era stato processato dopo essersi dichiarato non colpevole dell’accusa di aver compiuto atti in preparazione o pianificazione di un attentato terroristico. Alla lettura del verdetto, i familiari hanno reagito con pianti e sospiri di sollievo.

Secondo l’accusa, il ragazzo stava per compiere 16 anni quando, nel luglio 2024, aveva girato in scooter diversi sobborghi di Brisbane per acquistare chiodi, tubi metallici e ingredienti utilizzabili per esplosivi. La giuria aveva esaminato decine di messaggi, post online e pagine di diario scritte a mano, nei quali emergeva una fissazione per terroristi noti, tra cui Timothy McVeigh, autore dell’attentato di Oklahoma City, e l’attentatore delle moschee di Christchurch.

La procuratrice Sally Flynn aveva sostenuto che la presunta campagna di attentati mirava ad attirare attenzione su una visione secondo cui l’umanità sarebbe stata danneggiata dall’industria moderna e dalla tecnologia. Il ragazzo aveva usato iPhone e laptop per cercare “dove si trova Peter Dutton”, nel quadro di un presunto piano contro la politica del Partito liberale, allora favorevole alla costruzione di più centrali nucleari in Australia.

In uno scambio di messaggi, un amico gli aveva chiesto: “Chi stai cercando di uccidere?”. La risposta era stata: “Membri del Partito liberale”. La Corte ha ascoltato anche riferimenti alla sua ossessione per Red Dead Redemption 2 e per l’attacco immaginario del film Fight Club, nel quale una serie di edifici viene fatta esplodere.

La difesa, guidata da Laura Reece, ha ammesso che il ragazzo aveva condotto “sperimentazioni chiaramente pericolose” con sostanze chimiche domestiche. Ma ha sostenuto che il punto centrale era il suo stato mentale e la reale intenzione al momento dei fatti.

“Era un ragazzo disturbato. Stava sperimentando non solo con esplosivi, ma con idee e convinzioni”, ha detto Reece. Secondo la difesa, cercava materiali estremisti da fonti contraddittorie negli angoli più oscuri di internet, mentre soffriva di gravi sintomi psicologici ed era segnato dalla separazione dei genitori.

Reece ha sostenuto che il messaggio sul possibile attentato alla parata del Labour Day di Brisbane, evento che attira di solito circa 20mila persone, fosse una battuta provocatoria. La giuria ha accettato il dubbio. Il materiale era inquietante, ma non sufficiente per una condanna per un presunto atto di terrore.