ROMA - Si spalancano di nuovo le porte del carcere per Raffaele Pernasetti, detto “er Palletta”, considerato uno dei boss della Banda della Magliana. L’uomo di fiducia di Enrico De Pedis, oggi settantacinquenne, secondo gli inquirenti faceva parte di un gruppo criminale dedito al traffico di droga. I carabinieri del Nucleo investigativo di Roma hanno eseguito tredici misure cautelari.  

Tra i destinatari c’è anche Manuel Severa, già arrestato con l’accusa di essere uno dei mandanti dell’omicidio di Cristiano Molè avvenuto il 15 gennaio 2024 nel quartiere di Corviale. Secondo il gip, c’era proprio lui a capo del sodalizio. 

Per il giudice, Severa gestiva la compravendita della droga mentre Pernasetti aveva il ruolo di intermediario per l’acquisto e il rifornimento, svolgendo la funzione di broker e sfruttando la sua vasta rete di conoscenze nel settore del narcotraffico, in cui godeva di fiducia e rispetto conquistati negli anni.  

“Un altro colpo importante contro la criminalità organizzata”, ha commentato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, aggiungendo che l’operazione “conferma che lo Stato c’è e che non intende arretrare”. 

Dalle carte dell’inchiesta emerge che l’ex esponente della Magliana, grazie alla vicinanza con alcuni autorevoli componenti del clan Senese e di una cosca di ‘ndrangheta, avrebbe favorito l’approvvigionamento della sostanza che veniva poi smerciata nelle piazze di spaccio del Trullo, Corviale, Magliana Nuova, Monteverde Nuovo e Garbatella. Luogo privilegiato per gli incontri con i criminali sarebbe stato il ristorante di famiglia a Testaccio, dove Pernasetti ha lavorato per anni come cuoco. 

Il gruppo criminale aveva anche un codice disciplinare con tanto di sanzioni, e sono stati trovati due quaderni in cui erano elencate le direttive che gli affiliati dovevano rispettare. Se un membro lasciava il cellulare sempre acceso rischiava una multa di cento euro, mentre a chi non rispettava gli orari degli appuntamenti veniva comminata una sanzione di 125 euro. 

I tredici arrestati sono accusati, a vario titolo, di traffico di droga, porto abusivo di armi, ricettazione, tentato omicidio e lesioni. Pernasetti, in particolare, è indiziato di aver picchiato e minacciato con una pistola alla testa un meccanico per farsi consegnare ottomila euro come corrispettivo di una pregressa vendita di stupefacenti.  

Poiché le minacce non sarebbero andate a buon fine, avrebbe ordinato a un gruppo di fuoco di punire il debitore, che fu colpito da tre colpi alle gambe il 25 marzo 2024.