DARWIN – La criminalità è in calo nel Northern Territory, secondo i nuovi dati diffusi dalla polizia, che attribuisce il risultato all’introduzione di leggi più rigide sulla libertà su cauzione e all’aumento delle detenzioni.

Le statistiche confrontano febbraio con lo stesso mese dell’anno precedente e mostrano cali marcati in diverse categorie: i reati di violenza sessuale sono scesi del 38%, i furti negli esercizi commerciali del 31% e i furti di veicoli del 29%.

Secondo il sovrintendente di polizia John Ginnane, il calo è il risultato combinato del lavoro delle forze dell’ordine, della collaborazione della comunità e soprattutto delle nuove norme che hanno portato a un numero maggiore di persone in carcere. “È un dato molto positivo, ma non sta a significare che possiamo abbassare la guardia”, ha dichiarato.

Il governo del Northern Territory, guidato dal Country Liberal Party e in carica dal 2024, ha introdotto una serie di misure più severe contro la criminalità, tra cui modifiche alla legislazione sulla cauzione e l’aumento della capacità carceraria con centinaia di nuovi posti letto.

Per la polizia, il legame tra più detenuti e meno reati è diretto. “Più persone sono in carcere, meno reati vengono commessi nella comunità”, ha affermato Ginnane, sottolineando come molti arrestati siano recidivi. “Se sono dietro le sbarre, non possono delinquere”.

Un cambiamento che, secondo gli agenti, ha avuto anche effetti interni. In passato, ha spiegato, era frequente arrestare le stesse persone ripetutamente in pochi giorni. “Era frustrante per il personale operativo. Ora non succede più”.

I dati mostrano miglioramenti evidenti soprattutto nei centri principali. Ad Alice Springs i reati contro la proprietà sono diminuiti di quasi il 50% e i furti d’auto del 49%. A Darwin, i furti di veicoli sono scesi del 50%, le effrazioni commerciali del 48% e i furti nelle abitazioni del 33%.

Non ovunque però il quadro è positivo. In controtendenza, a Palmerston si registra un aumento delle aggressioni domestiche (+10%), delle aggressioni generiche (+3%) e di quelle legate all’alcol (+7%).

A livello territoriale, gli assalti complessivi sono comunque in calo dell’8%, mentre quelli domestici scendono del 9% e quelli legati all’alcol dell’8%.

Le politiche adottate restano controverse. Organizzazioni legali e gruppi per i diritti delle popolazioni dei Primi Popoli criticano l’approccio, sostenendo che colpisca in modo sproporzionato le comunità aborigene. Un tema destinato a rimanere centrale nel dibattito pubblico nei prossimi mesi.