PARIGI – Le proteste studentesche che da giorni interessano la Francia sono diventate anche terreno di scontro politico internazionale, dopo che Donald Trump le ha interpretate come conseguenza dell’immigrazione di massa e di una presunta avanzata dell’Islam nel Paese.
In un messaggio pubblicato su Truth Social, il presidente statunitense ha affermato che quanto sta accadendo in Francia sarebbe “fuori controllo” e non riguarderebbe realmente le scuole.
Trump non ha fornito elementi a sostegno delle proprie affermazioni e, in Francia, finora non è stato stabilito alcun collegamento tra il movimento studentesco e rivendicazioni di carattere religioso o identitario.
Dalla fine di settembre, studenti di centinaia di scuole superiori hanno bloccato gli ingressi degli istituti chiedendo migliori condizioni, con alcuni episodi degenerati in scontri con le forze dell’ordine.
Ieri, circa 250mila persone hanno partecipato alle manifestazioni organizzate in tutto il Paese.
Il tema è stato rilanciato anche da esponenti e commentatori vicini al movimento MAGA, che hanno utilizzato immagini dei disordini francesi per rafforzare i propri messaggi sull’immigrazione in vista delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.
Glenn Beck ha descritto gli eventi come un monito per il resto dell’Occidente, mentre Dave Rubin ha sostenuto che fenomeni analoghi potrebbero verificarsi negli Stati Uniti in caso di un ritorno dei Democratici al potere.
Trump ha intensificato nelle ultime settimane la propria retorica su immigrazione e altri temi identitari, mentre il Partito repubblicano si prepara a un appuntamento elettorale segnato anche dalle preoccupazioni per il costo della vita e dalle conseguenze della guerra con l’Iran.
L’Unione Europea resta da tempo uno dei bersagli delle critiche dell’amministrazione americana, che ha più volte denunciato un indebolimento della cultura occidentale e contestato le politiche migratorie adottate da diversi governi.
Anche il vicepresidente JD Vance ha assunto posizioni fortemente critiche su questi temi.
La Francia ha reagito alle dichiarazioni di Trump prendendo le distanze dalla sua ricostruzione.
Il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ha osservato che Parigi deve contrastare interpretazioni esterne degli eventi e presentare direttamente la propria versione delle proteste.
Barrot ha paragonato le diverse letture provenienti dall’estero, comprese quelle statunitensi e iraniane, sottolineando la necessità per la diplomazia francese di non lasciare che il racconto della crisi venga definito esclusivamente da altri Paesi.