WASHINGTON - Donald Trump ha difeso con impeto il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman durante la sua visita alla Casa Bianca, respingendo le domande sul ruolo del leader di Riyad nell’uccisione del giornalista Jamal Khashoggi. L’incontro segna il primo viaggio negli Stati Uniti del principe dal 2018, anno in cui il dissidente fu ucciso all’interno del consolato saudita a Istanbul.

Khashoggi, residente negli Stati Uniti e noto critico del regime, venne soffocato, ucciso e smembrato da agenti sauditi secondo ricostruzioni fatte dalle autorità turche e americane. Una successiva indagine della CIA concluse che l’operazione fu ordinata dal principe ereditario. Mohammed bin Salman ha sempre negato di aver dato l’ordine, pur riconoscendo la “responsabilità” in quanto guida de facto del regno.

Durante l’incontro nello Studio Ovale, un giornalista ha chiesto al principe di commentare l’omicidio. Prima che potesse rispondere, Trump è intervenuto bruscamente, criticando la domanda e invitando i presenti a non “mettere in imbarazzo” l’ospite. “A molte persone non piaceva quel signore di cui state parlando, cose sono accadute, ma lui non sapeva nulla. Possiamo chiuderla qui”, ha detto il presidente.

Le parole hanno riacceso il dibattito internazionale. La vedova di Khashoggi, in un messaggio pubblicato su X, ha chiesto che il principe le porga scuse dirette e un risarcimento: “Nessuna giustificazione può spiegare l’omicidio di mio marito”.

Da parte sua, Mohammed bin Salman ha definito “dolorosa” la vicenda, sostenendo che il governo saudita abbia condotto una “piena indagine” e introdotto riforme per evitare che simili episodi si ripetano.

La visita non si è limitata all’aspetto politico-diplomatico. Il principe ha promesso di aumentare gli investimenti sauditi negli Stati Uniti, portandoli a mille miliardi di dollari rispetto ai 600 miliardi già annunciati nel 2017. Trump ha inoltre riferito che i due paesi hanno raggiunto un “accordo di difesa” e che Riyad acquisterà i caccia statunitensi F-35, senza fornire ulteriori dettagli.

Il caso Khashoggi rimane uno dei punti più controversi nelle relazioni tra Washington e Riyad. L’incontro alla Casa Bianca mostra però come gli interessi strategici, economici e militari continuino a prevalere su un dossier che, a livello internazionale, non ha mai smesso di suscitare indignazione.