WASHINGTON - Accolti alla Casa Bianca con i massimi onori militari e il tappeto rosso, il presidente cinese Xi Jinping e la moglie Peng Liyuan sono stati ricevuti dal presidente Usa Donald Trump e dalla first lady Melania per l’atteso vertice tra le due superpotenze.  

Un appuntamento storico condizionato tuttavia dalle polemiche con i media statunitense: nessuna tv ha trasmesso l’evento in diretta a seguito della decisione delle emittenti di rinunciare alle immagini dopo il divieto di accesso imposto dalla Casa Bianca a CNN, MS Now e Politico, L’amministrazione che continua a non applicare l’ordine di un giudice che imponeva il ripristino dei pass per le testate escluse. 

L’incontro alla Casa Bianca segna un momento primario sul piano diplomatico. “A maggio abbiamo avuto il grande privilegio di farvi visita a Pechino, dove avete accolto la nostra delegazione con un’ospitalità straordinaria e meravigliosa. Ora, Melania ed io siamo onorati di ospitarvi a Washington, mentre il Presidente Xi diventa il primo leader cinese in assoluto a compiere una seconda visita di Stato ufficiale in America”. Il primo vertice di Xi alla Casa Bianca risaliva infatti a 11 anni fa su invito di Barack Obama nel settembre 2015, prima del successivo bilaterale a San Francisco con Joe Biden a margine del summit Apec del novembre 2023. 

Trump ha rimarcato il legame personale costruito nel tempo, già elogiato prima del vertice sul suo social Truth (dove ha scritto: “Ieri ho incontrato il presidente Xi all’aeroporto e mi è sembrato forte, pieno di energia e in forma, meglio che mai. La signora Xi, naturalmente, è bellissima!“).  

Nel suo discorso ufficiale, il presidente statunitense ha ribadito: “Sin dalla mia prima elezione nel 2016, il Presidente Xi e io abbiamo instaurato un’amicizia — una grande amicizia, davvero — fondata sul rispetto reciproco e sugli interessi vitali dei nostri popoli. Abbiamo trascorso del tempo insieme in ogni parte del mondo: dalla Germania all’Argentina, dal Giappone alla Corea del Sud, da Pechino a Palm Beach, in Florida. Tuttavia, è significativo notare che questo è il nostro primo incontro qui alla Casa Bianca e, come il Presidente Xi ha già potuto constatare, molte cose sono cambiate da quando è stato qui l’ultima volta”.  

Rievocando la storia e il valore simbolico dell’appuntamento, il tycoon ha aggiunto: “È possibile ammirare testimonianze di un rapporto lungo e prezioso, davvero straordinario: quello degli scambi culturali tra Cina e Stati Uniti. Proprio come i nostri antenati attraversarono l’oceano secoli fa per commerciare, apprendere e costruire un mondo migliore, anche i nostri due Paesi fanno lo stesso; ne siamo molto orgogliosi, così come lo siamo di questo legame”. 

Sul tavolo del bilaterale figurano questioni stringenti legati alla sicurezza, alla tecnologia e alla “super intelligenza”, termine con cui Trump ha annunciato che l’intelligenza artificiale verrà definita d’ora in avanti nei documenti ufficiali. “Le decisioni che prenderemo in queste aree oggi potranno promuovere pace e prosperità nei decenni a venire”, ha assicurato il capo della Casa Bianca, sottolineando che “lavorando insieme, il presidente Xi e io abbiamo fatto passi da gigante sulle questioni che i nostri due paesi devono affrontare”.  

Tra i progressi citati figura la nascita, durante la visita a Pechino dello scorso maggio, del Board of Trade (la commissione per il Commercio): “Si tratta di un meccanismo completamente nuovo e con qualcosa che ha avuto un successo incredibile. I nostri team hanno lavorato per incoraggiare relazioni commerciali più equilibrate, compreso il nuovo accesso al mercato per gli agricoltori e gli allevatori statunitensi”. 

Da parte sua, Xi Jinping ha identificato in “amicizia, cooperazione e benessere delle popolazioni” i cardini della relazione bilaterale, ricordando che i due Paesi, “come due grandi Paesi, hanno la responsabilità storica di promuovere lo sviluppo e il progresso dell’umanità“. Il leader cinese si è soffermato in particolare sulla governance tecnologica: “Sia la Cina che gli Stati Uniti sono nazioni leader nell’intelligenza artificiale. Abbiamo sia la capacità che la responsabilità di sviluppare e gestire l’IA per il bene comune, e di garantire che lo sviluppo dell’IA sia sempre sotto controllo umano e serva al benessere delle persone”. 

Nel ribadire l’esigenza di una collaborazione pragmatica, Xi ha invitato a superare le logiche di contrapposizione: “Dovremmo cooperare con sincerità. Gli interessi di Cina e Stati Uniti sono profondamente intrecciati e c’è ampio spazio per la nostra collaborazione. La cooperazione tra Cina e Stati Uniti potrebbe non risolvere tutti i problemi del mondo, ma senza di essa sarebbe difficile risolvere molti dei problemi globali. La Cina tiene le sue porte spalancate e accoglie le aziende statunitensi che desiderano investire e fare affari nel suo paese. Ci auguriamo che le aziende cinesi vengano trattate equamente qui negli Stati Uniti. Lavorando insieme, possiamo ampliare la lista delle aree di cooperazione e ridurre la lista dei problemi”. 

Infine, il presidente cinese ha inviato un monito sui rischi di un’escalation tra le due potenze: “Dovremmo coesistere in pace. Come ho detto molte volte, la Cina e gli Stati Uniti, in quanto due grandi nazioni, trarrebbero vantaggio dalla cooperazione e perderebbero entrambi in caso di confronto. Non dobbiamo evitare di parlare di competizione, ma la nostra competizione dovrebbe essere sana e rimanere entro certi limiti. Dovrebbe essere una corsa per recuperare terreno a vicenda”. 

A fare da sfondo economico al vertice si inserisce il capitolo relativo alla delegazione imprenditoriale. Come rivelato dal quotidiano di Hong Kong South China Morning Post, un ristretto gruppo di amministratori delegati delle grandi aziende cinesi muniti di visto statunitense è giunto a Washington viaggiando separatamente rispetto al seguito presidenziale.  

L’assenza iniziale dei top manager al fianco di Xi aveva sollevato speculazioni, ma fonti informate spiegano che “il protocollo di sicurezza di Pechino è molto diverso”: i dirigenti non hanno viaggiato a bordo dell’aereo di Stato, a differenza di quanto fatto dai Ceo statunitensi volati a Pechino con Trump a maggio. I manager cinesi restano ora in attesa di sapere se verrà loro riservato un posto alla cena di Stato offerta in serata da Donald Trump in onore della delegazione di Pechino.