KIEV - Il quadro diplomatico attorno al conflitto ucraino registra un’accelerazione sul fronte delle trattative trilaterali, parallela tuttavia a un nuovo e violento scambio di attacchi aerei e alle polemiche di Mosca verso le posizioni europee. 

Dal versante russo, il ministro degli Esteri Sergey Lavrov ha criticato in un’intervista televisiva le recenti prese di posizione dei vertici europei, sostenendo che le richieste di stop alle ostilità nascondano finalità tattiche: “Alcuni ora, incluso il presidente della Finlandia Alexander Stubb e il primo ministro italiano Giorgia Meloni, stanno iniziando a parlare della necessità di un urgente cessate il fuoco. E dietro a questo c’è il desiderio di guadagnare tempo, tutti lo capiscono molto bene. E Volodymyr Zelensky non lo nasconde nemmeno dicendo ‘abbiamo urgentemente bisogno di missili per i sistemi Patriot e per i sistemi di difesa aerea’“, ha dichiarato Lavrov. 

Nonostante i toni polemici, il Cremlino ha confermato l’apertura a un riavvio del dialogo diplomatico. Durante un briefing, il portavoce Dmitrij Peskov ha dichiarato la volontà di riprendere “nel prossimo futuro” i negoziati trilaterali tra Russia, Stati Uniti e Ucraina, precisando che esiste “un’iniziativa comune e una volontà politica già confermata”, pur escludendo l’elaborazione imminente di una roadmap definita e ribadendo il costante contatto con Washington. 

In un’intervista rilasciata a diverse testate internazionali, tra cui La Stampa, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato che l’Ucraina si sta muovendo verso un formato trilaterale, spiegando di non poter rivelare i dettagli per via di un accordo con gli Usa volto a definire prima il lavoro interno. 

Valutando la recente visita a Kiev degli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner come una dimostrazione che “l’Ucraina è più forte sul campo e quindi anche al tavolo negoziale”, Zelensky ha ribadito la disponibilità a trattare: “Noi siamo pronti al compromesso, ma devono fare passi avanti entrambe le parti. Non può essere sempre l’Ucraina a cedere: abbiamo già fatto molti compromessi”, ha sottolineato il leader di Kiev, annunciando un imminente incontro con Donald Trump verso il 20 del mese. 

Zelensky ha rimarcato l’importanza del ruolo dell’Europa nelle trattative per la sicurezza dell’intero Occidente, evidenziando che fino al raggiungimento di una pace giusta e duratura rimarranno indispensabili le forniture di armi statunitensi e la difesa antimissile: “Abbiamo bisogno di missili. Stiamo preparando il programma Freyja e spero che gli Stati Uniti lo sostengano”.  

Ringraziando la parte statunitense per l’impegno, il presidente ucraino ha ricordato la difficile notte di attacchi subita dal Paese, in cui la contraerea ha abbattuto circa il 90% dei 180 vettori russi lanciati, pur definendo il risultato “non sufficiente”. 

Parallelamente alle manovre diplomatiche, le operazioni belliche continuano a colpire infrastrutture strategiche da entrambe le parti. Nella notte, un massiccio attacco di droni ucraini ha colpito la città portuale russa di Novorossiysk, nella regione di Krasnodar. Secondo il governatore Veniamin Kondratyev e il sindaco Andrei Kravchenko, la caduta di droni ha provocato quattro morti, tra cui un bambino, e 29 feriti, danneggiando palazzi residenziali, una chiesa e un asilo. Fonti locali e canali d’informazione indicano che il raid ha centrato il porto e causato un incendio al Novorossijsk Fuel Oil Terminal, struttura chiave per il trasporto petrolifero russo. Il ministero della Difesa di Mosca ha dichiarato di aver abbattuto 596 droni ucraini complessivamente durante la notte. 

Le forze di Mosca, invece, hanno sferrato un nuovo attacco con droni contro il valico di frontiera stradale di Starokozache, situato nella regione di Odessa al confine con la Moldavia. Il governatore regionale Oleh Kiper e la Guardia di frontiera hanno riferito che il raid ha causato due morti e tre feriti, provocando ingenti danni a strutture, autobus e camion, e imponendo la sospensione temporanea delle operazioni doganali. L’evento rappresenta l’ultimo di una serie di attacchi russi mirati ai punti di valico nell’area di Odessa (dopo le incursioni a Tabaki, Vinohradivka-Vulcanesti e Orlivka), che avevano visto anche la violazione dello spazio aereo della Moldavia da parte di cinque droni russi lo scorso 27 agosto.