KIEV - È stata una notte di drammatica escalation e attacchi incrociati tra Russia e Ucraina, segnata dal raid balistico sulle infrastrutture energetiche e residenziali di Kiev, da un vasto attacco di droni ucraini diretti verso Mosca e da critiche disfunzioni tecniche per le forze armate di Kiev. Un bilancio di almeno sei vittime e circa venti feriti (tra cui un bambino di otto anni e diversi feriti gravi) fa da sfondo al collasso della tregua energetica caldeggiata dal presidente statunitense Donald Trump, mentre l’esercito ucraino denuncia improvvisi limiti di velocità imposti al sistema satellitare Starlink durante le operazioni di difesa.
I raid russi hanno colpito duramente la capitale ucraina e diverse altre regioni. Le prime esplosioni a Kiev si sono udite nella tarda serata, quando un missile balistico ha centrato un edificio residenziale di nove piani nel distretto di Desnyanskyi, provocando un devastante incendio. Secondo quanto riferito dal sindaco della capitale, Vitali Klitschko, nel solo palazzo si sono registrati almeno due morti e 21 feriti (16 dei quali ricoverati in ospedale e quattro in gravi condizioni).
Tra le 04:45 e le 06:45 del mattino successive ondate di attacchi balistici hanno provocato oltre una decina di esplosioni e blackout a luce intermittente. Un’ulteriore vittima è stata registrata nel quartiere di Holosiivskyi e un altro ferito ricoverato nel distretto di Darnytskyi. Il bilancio complessivo della notte in Ucraina sale così a sei morti: oltre ai tre deceduti a Kiev, due persone sono state uccise nella regione centrale di Dnipropetrovsk e una in quella sud-orientale di Zaporizhzhia.
Gli attacchi hanno causato l’interruzione dell’energia elettrica per circa 600.000 persone, provocando blackout d’emergenza nei quartieri di Darnytskyi, Dniprovskyi, Pecherskyi, Solomyanskyi e parte di Holosiivskyi.
Il ministero della Difesa russo ha confermato la paternità dell’operazione, definendola un “massiccio attacco” mirato contro cinque impianti energetici utilizzati per l’industria bellica e le strutture militari nell’area di Kiev. Tra gli obiettivi rivendicati figurano la centrale di cogenerazione Darnitskaya, la centrale Kievskaya, la centrale termoelettrica CHP-6 (per la logistica e i depositi d’armi del settore nord-orientale), la centrale termoelettrica Tripolskaya e la sottostazione Kievskaya, snodo per il flusso energetico dalle regioni occidentali.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso dura riprovazione via Telegram e su X: “Un attacco con missili balistici russi ha colpito Kiev. Ancora una volta, non c’è stato alcun preavviso da parte dei nostri partner. L’obiettivo principale erano le infrastrutture energetiche, nello specifico la centrale termoelettrica CHPP-4. Purtroppo, si è verificato un impatto diretto. È stato danneggiato anche un edificio residenziale”. Zelensky ha accusato Mosca di violare apertamente gli impegni sul cessate il fuoco energetico: “I nostri sistemi hanno rilevato questi missili solo quando erano ormai in prossimità di Kiev. La CHPP-4 è uno degli impianti energetici chiave della città. Secondo i nostri servizi di intelligence, i russi stanno preparando ulteriori lanci di missili balistici. I fatti dimostrano che la Russia non ritiene necessario attenersi alle dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti. L’Ucraina ha sostenuto la sospensione degli attacchi alle infrastrutture energetiche. Eppure, la Russia continua a prendere di mira le centrali elettriche e a mettere a repentaglio la vita della nostra popolazione”.
Zelensky ha poi dichiarato che “È profondamente ingiusto che le nostre infrastrutture energetiche vengano distrutte senza che l’Ucraina riceva alcun preavviso sui lanci di missili balistici. È fondamentale che il mondo non resti in silenzio di fronte a tutto ciò. Ed è cruciale che gli Usa vedano chiaramente cosa sta accadendo e chi sia il responsabile del protrarsi della guerra. Vi prego di fare attenzione, questa notte e domani. Stiamo lavorando per rifornire i nostri sistemi di difesa aerea con missili intercettori”. Il Capo dello Stato ha rimarcato che l’attacco è stato “del tutto deliberato e dimostrativo nella sua portata: la Russia non aveva mai mostrato prima d’ora una mancanza di rispetto così ostentata nei confronti degli Stati Uniti”.
Ad aggravare la situazione per Kiev si sono aggiunti problemi di connettività al fronte, legati ai terminali internet di Starlink e in particolare al sistema militare Starshield, utilizzato dagli operatori di droni a media e lunga gittata.
“Questa sera SpaceX ha introdotto un limite di velocità per i terminali Starlink in movimento”, ha denunciato Sergiy Beskrestnov, consigliere del presidente Zelensky. “Le nostre forze di difesa non erano state avvertite di questa restrizione, il che ha portato all’interruzione di diverse missioni. Ovviamente questa azione non può essere una coincidenza ed è legata all’attuale situazione politica”.
Le restrizioni hanno imposto un tetto massimo di velocità pari a 160 km/h. I terminali standard impiegati sui droni operano a tale velocità, che risulta tuttavia insufficiente per le missioni d’attacco in cui i velivoli devono accelerare rapidamente nella fase di lancio. In base a quanto mostrato da un comandante delle forze ucraine alla testata Ukrainskaya Pravda, alcuni droni già in volo nel settore di Huliaipole (nella regione di Zaporizhzhia) hanno perso la connessione per circa 20 secondi mentre viaggiavano a 110-120 km/h, oltrepassando la soglia di tolleranza del sistema e fallendo la traiettoria d’attacco. Ridurre la velocità rende i velivoli più vulnerabili alle difese russe.
L’episodio segue le recenti dichiarazioni del proprietario di SpaceX, Elon Musk, che su X aveva espresso sostegno alle critiche sollevate da Donald Trump sui raid ucraini contro le raffinerie russe, affermando che Kiev si era spinta troppo oltre.
Sul fronte opposto, la difesa aerea russa ha affrontato un massiccio attacco di droni ucraini. Nella regione di Mosca le forze di difesa hanno dichiarato di aver respinto 180 velivoli senza pilota, come riferito dal sindaco Sergei Sobyanin. L’incursione ha paralizzato l’intero snodo aereo della capitale russa, costringendo gli aeroporti di Vnukovo, Domodedovo, Zhukovsky e Sheremetyevo a sospendere temporaneamente tutti i voli fino al ripristino delle operazioni, avvenuto alle 06:44 ora locale.
Attacchi con droni si sono verificati anche in altre province russe: nella regione di Saratov un attacco notturno ha provocato una vittima, come confermato dal governatore Roman Busargin, mentre un’ulteriore incursione aerea di ampie proporzioni è stata respinta nella regione di Rostov, secondo quanto dichiarato dal governatore Yuri Slyusar.