BRUXELLES - L’Unione Europea si appresta a rivedere le proprie strategie nei confronti della Cina, cercando un difficile equilibrio tra diplomazia e difesa dei propri mercati.
Nel corso del vertice odierno a Bruxelles, il Collegio dei commissari europei ha tenuto un dibattito di orientamento per fare il punto sulle relazioni con Pechino, analizzando nel dettaglio sia le opportunità economiche, sia le crescenti sfide alla sicurezza.
Dal resoconto della riunione emerge una parziale distensione nei toni: la Cina viene definita dalla Commissione un “partner fondamentale” con cui “il dialogo e l’impegno proseguiranno finché i canali di comunicazione rimarranno aperti”. Rispetto al marzo 2019, quando il colosso asiatico veniva etichettato ufficialmente come “concorrente economico” e “rivale sistemico”, queste ultime due definizioni non sono comparse nel comunicato odierno.
L’approccio generale dell’esecutivo Ue rimane improntato al de-risking (la riduzione del rischio) e non al decoupling (il disaccoppiamento o separazione netta). Tuttavia, Bruxelles ha lanciato un chiaro avvertimento: “L’attuale stato delle relazioni commerciali e di investimento non è sostenibile. Poiché gli interessi economici e di sicurezza sono sempre più interconnessi, entrambe le dimensioni richiederanno una risposta più solida e coerente”.
La necessità di una reazione più ferma da parte dell’Unione è legata a doppio filo al pressing dei singoli Stati membri. All’inizio della settimana, infatti, Italia, Spagna, Francia, Paesi Bassi e Lituania hanno inviato un documento congiunto alla Commissione europea (titolare esclusiva della politica commerciale dell’Ue), chiedendo un netto rafforzamento degli strumenti di difesa commerciale.
Nel mirino dei cinque Paesi europei ci sono le forti turbolenze geopolitiche globali, strette tra il protezionismo aggressivo degli Stati Uniti guidati da Donald Trump e le pratiche sleali attribuite a Pechino.
Alla Cina, in particolare, viene contestato l’utilizzo massiccio del dumping (la vendita di merci sottocosto), il ricorso a triangolazioni commerciali per aggirare le restrizioni e lo sfruttamento strumentale delle dipendenze strategiche ed energetiche europee.
Il dibattito strategico emerso oggi a Bruxelles non rimarrà isolato. I risultati della discussione confluiranno nei tavoli tecnici delle prossime settimane e costituiranno la base della posizione della Commissione in vista dei due cruciali appuntamenti geopolitici del mese prossimo: il vertice del G7 e il Consiglio Europeo in programma il 18 e 19 giugno.