Tra emozione e partecipazione un doppio appuntamento, un elegante afternoon tea e una cena di gala caratterizzati da una grande affluenza e da un forte senso d’appartenenza, ha segnato il saluto della comunità italiana del Queensland alla Console d’Italia a Brisbane, Luna Angelini Marinucci, al termine del suo mandato.
Oltre 130 persone hanno preso parte all’incontro pomeridiano, organizzato con l’invito informale Drop by and say arrivederci raccolto da rappresentanti istituzionali, esponenti della comunità e amici della console. Tra le autorità presenti anche il ministro statale della Sanità, Tim Nicholls, insieme ad altre rppresentanze politiche e figure di riferimento della collettività italiana, a testimonianza del ruolo centrale svolto da Angelini Marinucci nel rafforzare i rapporti tra Italia e Australia.
La sera, presso l’ANFE Italian Club, la celebrazione ha assunto i toni di un omaggio sentito e personale. Il menu, ispirato alla tradizione culinaria marchigiana, ha voluto raccontare le origini della console, intrecciando identità e memoria in un gesto simbolico ma significativo. Quasi 100 ospiti hanno preso parte alla cena, in un clima di affetto sincero e riconoscenza condivisa.
Ad aprire la serata è stata Maria Maruca, che ha sottolineato il segno lasciato da Luna Angelini Marinucci durante i suoi quattro anni di mandato: “È stata molto più di una rappresentante dell’Italia. Un ponte tra culture, un punto di riferimento per la comunità e soprattutto una persona di grande umanità”. Parole che hanno trovato eco nei numerosi interventi della serata, tutti accomunati da un sentimento profondo di gratitudine. Non sono mancati momenti simbolici. Alan Ghidella ha consegnato una targa ricordo, mentre Carmela Bozzi ha letto una preghiera risalente alla prima messa a cui la console ha partecipato appena arrivata in città, una richiesta semplice, quella di avere “un bravo console”, che, come sottolineato con emozione, è stata pienamente esaudita. A rendere ancora più speciale la serata, l’intrattenimento musicale di Adam Cursio, frontman dei Siesta Cartel, e la consegna di doni simbolici, tra cui un cappello Akubra e un anello con zaffiro australiano, ricordi concreti dell’esperienza vissuta.
Un clima d’affetto che ha trovato piena corrispondenza anche nelle parole che Angelini Marinucci ha voluto affidare ai social per il suo congedo. Un messaggio carico d’emozione autentica, in cui ha ripercorso i quattro anni trascorsi alla guida della circoscrizione consolare del Queensland e del Territorio del Nord: “È stato un grande privilegio, un vero onore per me poter rappresentare l’Italia e gli italiani di questa vastissima circoscrizione consolare”, ha scritto, sottolineando il valore delle storie di migrazione e della capacità degli italiani all’estero di “farcela sempre”.
Nel suo bilancio, la console uscente ha ricordato anche i risultati concreti raggiunti insieme alla squadra consolare: un significativo miglioramento dei servizi, con il raddoppio dei passaporti emessi, l’introduzione della Carta d’Identità Elettronica e nuove opportunità legate alla cittadinanza. Un lavoro amministrativo spesso silenzioso ma fondamentale, affiancato da un’intensa attività culturale che ha visto il Consolato diventare un punto di riferimento dinamico, con oltre cento eventi tra Queensland Territorio del Nord dedicati alla promozione della cultura italiana, dalla musica alla danza, dalla lingua al design, fino alla cucina. Tra le iniziative più significative, anche progetti nati dal coinvolgimento diretto della comunità, come il fumetto Mamma, gli it-Alieni! e le giornate di Porte Aperte al Consolato, esempi concreti di un approccio inclusivo e orientato al dialogo.
Ma è soprattutto sul piano umano che il suo messaggio assume un valore più profondo. Citando Theodore Roosevelt (“A nessuno importa quanto sai, finché non sanno quanto ti importa”), la console ha riassunto lo spirito con cui ha vissuto il suo incarico: “A me di voi è importato molto”. Una dichiarazione semplice, che riflette un mandato costruito non solo sull’efficienza istituzionale, ma sull’ascolto, sulla vicinanza e sulla relazione. Nelle ultime settimane, ha raccontato, non sono mancati i messaggi d’affetto e riconoscenza da parte della comunità, segno di un legame che va oltre il ruolo ufficiale. Un legame emerso con forza anche durante le celebrazioni di commiato, trasformate più in un arrivederci che in un addio.
Ora una nuova tappa attende Luna Angelini Marinucci al Cairo, in Egitto, ma Brisbane, e la sua comunità italiana, difficilmente dimenticheranno questi quattro anni. Un’esperienza che, come ha ricordato la console nel suo intervento conclusivo, rappresenta un “primo amore”: qualcosa che resta, nel tempo, ben oltre la fine di un incarico.