Sei anni dopo la chiusura, il Savoy Bocce Club di Myrtleford è tornato in attività. E lo ha fatto in grande stile: la prossima settimana il club ospiterà l’Asia Oceania Bocce Championship, un appuntamento che porterà nella cittadina giocatori e appassionati e che rappresenta un importante passo avanti per una realtà ripartita soltanto alla fine dello scorso anno.
“Siamo tutti al settimo cielo”, esulta così Anthony Zanghellini, presidente del Savoy Bocce Club. “Questo campionato ha dato una grande spinta al club e ci permette di farci conoscere non solo nel Victoria, ma anche a livello nazionale”.
La storia delle bocce a Myrtleford, del resto, viene da lontano ed è strettamente legata a quella della comunità italiana. Le prime partite risalgono agli anni Cinquanta, quando molti immigrati italiani si stabilirono nella zona per lavorare soprattutto nell’industria del tabacco.
Dopo giornate trascorse nei campi, il fine settimana offriva finalmente l’occasione per stare insieme. E le bocce diventarono presto uno dei punti di ritrovo della comunità.
“Era un modo per gli uomini di incontrarsi nel weekend, socializzare e staccare dal duro lavoro nei campi di tabacco”, spiega Anthony.
Quella consuetudine continuò negli anni successivi e, negli anni Settanta, portò alla nascita ufficiale del Savoy Bocce Club. Il club poteva allora contare su competizioni sia maschili sia femminili, rimaste molto partecipate per diversi decenni.
Con il tempo, però, le cose sono cambiate. I giocatori diminuirono e nel 2019, di fronte a numeri ormai troppo bassi, il club cessò l’attività.
Per circa sei anni i campi sono rimasti inutilizzati. Poi, all’inizio del 2025, quasi per caso, il gioco è tornato al centro di una conversazione tra amici.
“Eravamo un piccolo gruppo e abbiamo iniziato a parlare della situazione. Ci siamo detti che forse c’era la possibilità di riaprire il club alla comunità”, ricorda Anthony.
Da una chiacchierata si è passati presto ai fatti. Nel marzo 2025 il gruppo ha contattato Frank Funari, presidente di Bocce Australia, che si è messo a disposizione per dare una mano e indicare la strada da seguire. Ad agosto dello stesso anno, una dozzina di persone ha deciso che valeva la pena provarci sul serio.
Il primo problema però è sotto gli occhi di tutti: dopo sei anni di abbandono, i campi hanno bisogno di parecchio lavoro.
“Erano molto deteriorati. Abbiamo dedicato un numero enorme di ore a sistemarli e riportarli nelle condizioni necessarie”, racconta il presidente, sottolineando anche il sostegno ricevuto da Bocce Victoria e Bocce Australia.
Mentre il club ha iniziato a rimettersi in piedi, è maturata anche un’idea più ambiziosa. Dopo nuovi colloqui con Funari e con Trish, il Savoy ha presentato la propria manifestazione d’interesse per ospitare l’Asia Oceania Championship. La candidatura è andata a buon fine.
Ora l’arrivo del torneo sta facendo da cassa di risonanza alla rinascita del sodalizio. Attraverso Facebook e gli altri canali online, il Savoy ha ripreso i contatti con il mondo delle bocce, ricevendo interesse anche da associazioni in Italia e Francia.
A giocare a suo favore ci sono inoltre le strutture del Club Savoy, con il quale il bocciodromo lavora fianco a fianco. “La sala può accogliere fino a 300 persone, un elemento non secondario quando si tratta di ospitare manifestazioni di questa portata”, conclude Zanghellini.