TORINO - Il suo arrivo ha spiazzato un po’ tutti perchè i giovani talenti preferiscono solitamente altri lidi, e invece Kerim Alajbegovic ha scelto l’Italia e la Juve in particolare per compiere il grande salto.
“Quando a chiamarti è un grande club come la Juventus, è davvero difficile dire di no - confessa il 18enne bosniaco ai microfoni di Sky - Sono molto orgoglioso di essere qui e non vedo l’ora di affrontare questa nuova sfida in Serie A. Quanto ha contato Pjanic? Miralem è innanzitutto un giocatore fantastico ed è stato molto importante anche per il mio trasferimento. È rimasto in contatto con il club e con mio padre e credo abbia avuto una grande influenza sulla mia scelta. Mire è una persona fantastica e mi fido molto di lui, proprio come mi fido di mio padre”.
Nella tournee in Oriente ha avuto modo di collezionare i primi minuti in bianconero, prima con l’Inter e poi col Palermo. “Per me era molto importante disputare la prima partita con la Juventus ed è stato speciale indossare questa maglia. Ero davvero orgoglioso di vestire una maglia così importante e non vedo l’ora di affrontare le nuove sfide che ci aspettano”.
Cresciuto con Messi come idolo (“Ci sono tanti giocatori molto forti, ma per me il migliore è lui. È fantastico vedere quello che riesce a fare e, secondo me, è il più forte”) e protagonista con la Bosnia nello spareggio mondiale costato caro all’Italia (“Per noi è stata sicuramente una serata fantastica, soprattutto perché giocavamo in casa. Abbiamo vinto e festeggiato per tutta la notte”), Alajbegovic ha già legato con Yildiz. “Kenan è un giocatore fantastico. Mi trovo davvero molto bene con lui. Parliamo anche la stessa lingua, il tedesco, quindi per noi è tutto più semplice. Siamo molto legati e lui mi sta aiutando a conoscere tante cose nuove. È davvero bello avere accanto una persona così. Kenan è un grande”.
“Sicuramente ho delle ambizioni, perché mi piace avere pressione e naturalmente ho i miei obiettivi - chiosa parlando dei traguardi a cui aspira - Preferisco però non rivelarli. Voglio giocare il più possibile e poi sarà l’allenatore a decidere. Io sono pronto: voglio giocare, segnare, fare assist e aiutare la squadra. Per me è questa la cosa più importante”.