Diplomatici, imprenditori, rappresentanti di governo e leader comunitari si sono ritrovati alla L’Aqua Rooftop Terrace di Cockle Bay Wharf, a Darling Harbour, per Connect & Cheers 3. An Evening of Business and Diplomacy, terzo appuntamento della serie promossa dall’Australian Business Summit Council (ABSC). Organizzazione multisettoriale senza scopo di lucro, l’ABSC promuove il commercio internazionale, gli investimenti e la diplomazia, anche attraverso la rivista EKONOMOS.
Davanti a 120 tra personalità e ospiti, il presidente dell’ABSC, Frank Alafaci, ha ricordato l’idea alla base della serie: creare un ambiente elegante ma rilassato in cui diplomatici, imprenditori, camere di commercio e leader comunitari possano incontrarsi e costruire relazioni. “Una conversazione davanti a un cocktail può iniziare in modo informale, ma può portare a una nuova relazione d’affari, a un partenariato internazionale, a un’opportunità commerciale o a un’amicizia duratura”, ha sottolineato.
La serata ha richiamato una delegazione consolare di 25 Paesi, tra cui Italia, Croazia, Egitto, Turchia, Malta, Romania, Argentina, Paraguay, Uruguay, Filippine, Giappone, Stati Uniti, Cina, Grecia e Slovacchia. Presenti il Console Generale d’Italia a Sydney, Gianluca Rubagotti, e il Console Generale di Croazia, Ivica Glasnovic, decano del Corpo consolare della città. Tra gli ospiti anche Larry Kestelman (LK Group), Michael Azzi (Liverpool Chamber of Commerce), John Caputo, sindaco emerito di Warringah, e i consiglieri di Canada Bay, Mas Meuross e Sylvia Alafaci.
Il tema, ha rilevato Alafaci, non era il networking inteso come semplice scambio di biglietti da visita: “Richiede curiosità. Richiede ascolto. Richiede fiducia. Richiede generosità d’animo”. Da qui il valore della diplomazia informale: “Le sfide più complesse del mondo non possono essere affrontate dai governi da soli, né dalle imprese da sole, né dalla società civile da sola”. Alafaci ha definito la diversità culturale australiana “una delle nostre maggiori forze economiche e diplomatiche”, chiudendo con un invito: “Trasformiamo le conversazioni in collaborazione. Trasformiamo le presentazioni in opportunità”.