WASHINGTON - Un accordo ponte per allontanare lo spettro della guerra totale e ridisegnare gli equilibri del Medio Oriente. I negoziatori di Stati Uniti e Iran avrebbero raggiunto un’intesa di massima su un Memorandum of Understanding (MoU) di 60 giorni. Il documento ha il duplice obiettivo di estendere il cessate il fuoco siglato tra i due Paesi lo scorso 8 aprile e di far ripartire ufficialmente i complessi negoziati sul programma nucleare di Teheran. 

La rivelazione, lanciata dal sito d’informazione statunitense Axios, segna un potenziale punto di svolta diplomatica, anche se alla bozza manca ancora il passaggio più importante: il via libera del presidente Usa Donald Trump, il quale avrebbe chiesto “qualche giorno per riflettere” prima di firmare. 

Secondo quanto riportato da Axios, se approvato definitivamente dai rispettivi leader, il piano di 60 giorni stabilirebbe impegni cruciali e reciproci per allentare la morsa militare ed economica nella regione. Gli Stati Uniti si impegnano a rimuovere il blocco marittimo imposto sulle navi dirette o in partenza dai porti iraniani nello Stretto di Hormuz, ripristinando la piena e libera navigazione commerciale attraverso una revoca che avverrà in modo proporzionale al ripristino dei transiti commerciali stessi. Di contro, l’Iran si impegna a non imporre alcun pedaggio o tassa di transito nella via d’acqua e a rimuovere totalmente tutte le mine navali disseminate nello Stretto entro un termine perentorio di 30 giorni. 

Nel testo del Memorandum, inoltre, l’Iran avrebbe sottoscritto l’impegno formale a non perseguire lo sviluppo di un’arma nucleare. Durante i 60 giorni della finestra diplomatica, i due Paesi apriranno un tavolo specifico per discutere del destino dell’uranio altamente arricchito già in possesso di Teheran e delle modalità per il suo smantellamento. In cambio dei passi avanti sul fronte nucleare, Washington si dice pronta a discutere l’alleggerimento delle sanzioni economiche e il congelamento dei fondi iraniani bloccati all’estero, mentre l’intesa prevede anche la creazione di un meccanismo ad hoc per consentire all’Iran l’immediata ricezione di beni di prima necessità e aiuti umanitari.