CANBERRA – Un gruppo di veterani australiani ha deposto questa mattina le proprie medaglie a Federation Mall in segno di protesta contro alcune modifiche al finanziamento delle cure che, secondo gli organizzatori, rischiano di rendere più difficile l’accesso ai trattamenti per gli ex militari feriti o affetti da problemi di salute connessi al servizio.

La Coalition of Veterans’ Voices, che comprende anche veterani altamente decorati, incontrerà il primo ministro Anthony Albanese, il ministro per gli Affari dei Veterani Matt Keogh e parlamentari di diversi schieramenti.

La protesta si concentra soprattutto sul tetto annuale di 5mila dollari per i servizi sanitari complementari previsto nella manovra economica federale di maggio e destinato a entrare in vigore dalla metà del 2027.

La misura limiterebbe il finanziamento disponibile per prestazioni come fisioterapia, riabilitazione, assistenza psicologica e altri trattamenti, salvo nei casi in cui ulteriori cure vengano ritenute clinicamente necessarie.

Il Dipartimento degli Affari dei veterani sostiene che il cambiamento servirà a contrastare prestazioni eccessive e si inserisce in un aumento complessivo della spesa destinata all’accesso dei veterani ai servizi sanitari complementari.

I critici della misura temono però che l’obbligo di sottoporsi a ulteriori valutazioni possa interrompere percorsi terapeutici già avviati e rendere più complesso il recupero di persone con problemi fisici o psicologici articolati.

“Per un veterano che vede uno psicologo o un consulente ogni due settimane, 5mila dollari possono essere raggiunti abbastanza rapidamente”, ha affermato il veterano e portavoce Craig Ball.

Secondo Ball, chi fronteggia condizioni complesse “non può semplicemente mettere in pausa il proprio recupero mentre una procedura amministrativa decide se il trattamento debba continuare”.

La delegazione chiede inoltre che i veterani possano scegliere autonomamente fornitori accreditati per le valutazioni e che venga avviata un’inchiesta indipendente sui tempi di gestione delle richieste da parte del Dipartimento competente.

“Da anni incontriamo veterani e famiglie esausti dopo battaglie che non avrebbero mai dovuto combattere una volta terminato il servizio”, ha dichiarato il veterano dell’esercito Andy Cullen.

Il gruppo sostiene che gli ex militari non chiedano trattamenti privilegiati, ma che lo Stato rispetti l’impegno di assisterli quando il servizio abbia provocato ferite o malattie.

La protesta cade nella settimana del secondo anniversario della consegna al governatore generale del rapporto della Royal Commission into Defence and Veteran Suicide.

Un sondaggio nazionale condotto ad aprile per Fair Care for Veterans ha rilevato che il 46 per cento degli intervistati ha poca o nessuna fiducia nella capacità del governo di sostenere adeguatamente i veterani.

Tra i 2mila partecipanti, il 52 per cento ha affermato che Canberra spende troppo poco per assistenza e compensazioni, mentre soltanto il cinque per cento ritiene che la spesa sia eccessiva.

I veterani hanno deposto le medaglie alle 7 a Federation Mall, prima di tenere una conferenza stampa alle 9 nella vicina Mural Hall.