Mi riferisco a Inter-Napoli con la squadra nerazzurra che negli ultimi minuti ha sorpassato i partenopei con Thuram e Martinez dopo aver colpito due legni. Ma che emozioni. Prima del pareggio, il risultato è stato appeso a un sottile filo. Poi il ribaltone sul quale hanno inciso due fattori: innanzi tutto le scelte a capocchia di Allegri che, sul punteggio di 2-1, ha tolto i migliori (Hojlund, Lobotka, Allison) e ha sistemato la difesa a 5 con l’ingresso di Badiashile, fuori condizione, portandosi gli avversari nella sua metà campo; in secondo luogo gli errori dell’arbitro Sozza che nel primo tempo non ha concesso un rigore all’Inter (doppia trattenuta di Di Lorenzo ad Esposito) e nella ripresa non ha ammonito per la seconda volta Martinez (gomitata a Rafa Marin). E Lautaro spaccherà il risultato. L’Inter si ritrova così a punteggio pieno mentre un anno fa, alla stessa giornata, aveva subito due ko. Bocciato il Napoli con 2 sconfitte negli scontri diretti e 5 gol sul groppone.

Analogo il copione della Roma, capace di trovare nel recupero le reti di Hermoso e Soulè con cui hanno cancellato il vantaggio dell’Atalanta e mantenuto la testa. Vittoria legittima. I giallorossi hanno inseguito il risultato con tecnica e carattere, mentre i bergamaschi hanno accusato una netta flessione fisica, legata probabilmente alle fatiche dei playoff di Conference. A differenza di Allegri, Gasperini s’è aggrappato al talento dei suoi campioni (Soulè, Dybala, Mora), ben supportati dai compagni. Coraggioso il cambio di Malen (meno brillante del solito) con Castro che ha colpito due pali. La Roma c’è e gioca, al pari del Como, uno splendido calcio. L’Atalanta può solo migliorare con il ritorno di Kessié e l’acquisto di Rowe.

Soporifero l’andamento di Juve-Milan fino a quando sono arrivati le reti che hanno fissato il risultato di parità nell’ultimo spicchio di gara. Al 69’ il trevigiano Cissè, non ancora ventenne, in campo da 8 minuti, ha portato in vantaggio i rossoneri con uno spettacolare tiro a giro: complimenti a lui che gioca da veterano e al tecnico Amorim per il coraggio con cui l’ha portato in prima squadra. In pieno recupero Gatti, schierato da Spalletti come centravanti, ha raggiunto la parità con una capocciata. Fuori dal coro tutti gli attaccanti di ruolo su entrambi i fronti, compresi Kolo Muani e Gonzalo Ramos, Moreira e Alajbegovic. E così le due squadre non sono più in vetta, entrambe con molti problemi da risolvere, direi la Juve più del Milan. Per molti versi la paura ha preso il sopravvento sulla voglia di vincere, e la considerazione non è da grande squadra.

E ora occhio alla Champions che propone al primo turno incroci complessi alle nostre squadre.