WASHINGTON – La Casa Bianca punta a rafforzare il controllo politico e strategico sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale più avanzata e in questa cornice si inserisce l’annuncio da parte di Donald Trump della Super Intelligence Force, una nuova task force federale incaricata di coordinare l’azione del governo americano in un settore che il presidente considera decisivo per la leadership tecnologica degli Stati Uniti.
L’annuncio arriva pochi giorni dopo l’incontro organizzato alla Casa Bianca con una trentina di protagonisti dell’industria tecnologica, tra cui Dario Amodei di Anthropic, Sam Altman di OpenAI, Alex Karp di Palantir, Jensen Huang di Nvidia, Mark Zuckerberg, Jeff Bezos ed Elon Musk.
“A seguito dello storico accordo della Casa Bianca sulla super intelligenza, che ha riunito le più importanti aziende tecnologiche del mondo e confermato le loro responsabilità verso il popolo americano, annuncio la costituzione della Super Intelligence Force”, ha scritto Trump su Truth Social.
Durante l’incontro il presidente aveva annunciato l’intenzione di adottare ufficialmente l’espressione “super intelligenza” e aveva indicato nell’autoregolamentazione delle aziende il modello da seguire per governarne lo sviluppo, limitando l’intervento esterno.
Una scelta destinata ad alimentare il dibattito sulla sicurezza, proprio mentre diversi esperti e dirigenti del settore hanno sollevato dubbi sui rischi legati ai sistemi più avanzati.
La nuova task force avrà il compito, secondo Trump, di coordinare le iniziative federali per garantire che gli Stati Uniti mantengano la leadership mondiale nella super intelligenza, tutelando al tempo stesso gli interessi e il benessere degli americani.
A guidarla sarà il capo dell’intelligence nazionale Jay Clayton, già direttore dell’intelligence nazionale.
Insieme a lui, definito dal presidente lo “zar” dell’intelligenza artificiale, sarano Andrew Ferguson, presidente della Federal Trade Commission, Emil Michael, sottosegretario alla Difesa per la Ricerca e l’Ingegneria e chief technology officer del Pentagono, e Scott Kupor, direttore dell’Office of Personnel Management. Del gruppo fanno parte anche il vicepresidente JD Vance e il segretario alla Difesa Pete Hegseth.
Il gruppo riferirà direttamente al presidente e alla capo di gabinetto della Casa Bianca Susie Wiles.
Restano tuttavia ancora da chiarire nel dettaglio competenze, strumenti e poteri della nuova struttura. Jay Clayton avrà 120 giorni per valutare rischi e opportunità dei sistemi più avanzati, esaminando vulnerabilità, attacchi informatici e altri incidenti legati ai sistemi più avanzati e proporre come rafforzare la risposta federale.
Nel frattempo, proseguono le defezioni di dirigenti dai colossi tecnologici: l’ultimo è David Robinson, uno dei responsabili della sicurezza di OpenAI, che ha lasciato l’azienda denunciando in un intervento pubblicato su The Atlantic problemi nella cultura interna della società.
“Ho lasciato OpenAI perché la sua cultura è compromessa”, ha scritto Robinson, che aveva partecipato alla preparazione dei rapporti sulla sicurezza relativi al lancio dei prodotti dell’azienda.
Il ricercatore ha citato anche episodi nei quali agenti di OpenAI avrebbero compiuto azioni problematiche, sostenendo che la velocità con cui opera l’intero settore renda necessario adottare standard di sicurezza più rigorosi.
Secondo Robinson, le aziende dell’intelligenza artificiale dovrebbero guardare a industrie come quella aeronautica o nucleare, dove procedure e controlli sono stati sviluppati proprio per ridurre il rischio di incidenti con conseguenze potenzialmente gravi.
Al centro delle sue preoccupazioni c’è anche il tema dell’“allineamento”, cioè la capacità di sviluppare sistemi di intelligenza artificiale che operino nel rispetto di obiettivi e valori umani.