SYDNEY – Il quadro politico federale resta fortemente instabile, con il consenso distribuito tra più forze e frequenti cambiamenti nei rapporti di forza, mentre le difficoltà economiche continuano a dominare le priorità dell’elettorato.
Il sondaggio condotto su mille elettori tra lunedì e venerdì mostra One Nation al 29 per cento del voto primario, davanti al Partito laburista fermo al 28 per cento. È la sesta volta in sei mesi che la posizione di testa tra i due partiti cambia.
La Coalizione mantiene un livello di consenso sostanzialmente stabile, mentre i Verdi, ora guidati da David Shoebridge dopo il passo indietro di Larissa Waters per motivi di salute, perdono un punto e scendono all’11 per cento.
Sul voto a due partiti dopo la distribuzione delle preferenze, il Partito laburista conserva un vantaggio del 52 per cento contro il 48 per cento di One Nation, dato invariato rispetto al mese precedente.
Più marcato il deterioramento dei giudizi personali sui vertici del governo. La valutazione netta di Anthony Albanese è scesa di dieci punti in un mese, arrivando a meno 27, il risultato peggiore registrato nella serie di rilevazioni.
Anche il ministro del Tesoro Jim Chalmers ha perso terreno, con un calo di nove punti, scendendo a meno 23.
Pauline Hanson è migliorata leggermente, raggiungendo meno 10, mentre il leader della Coalizione Angus Taylor è sceso di tre punti a meno 6.
Albanese resta il primo ministro preferito con il 31 per cento, invariato, ma Hanson sale di due punti al 26 per cento. Taylor rimane al 15 per cento.
Il costo della vita continua a essere nettamente la principale preoccupazione degli elettori, indicata dal 73 per cento degli intervistati.
Seguono sanità al 36 per cento, accessibilità abitativa al 33, immigrazione al 29 e criminalità e sicurezza pubblica al 24.
La preoccupazione per la gestione economica è salita di sette punti al 21 per cento.
Su questo terreno il Partito laburista perde terreno rispetto alla Coalizione, mentre One Nation resta competitiva. Il governo mantiene un vantaggio soltanto sulla sanità.
One Nation viene invece indicata come forza più adatta su costo della vita, accessibilità abitativa, immigrazione e criminalità, mentre la Coalizione è avanti su gestione economica, sicurezza nazionale e riforma fiscale.
Il rilevamento è stato condotto in una settimana segnata da nuove critiche sulla spesa pubblica, da un ulteriore rialzo dei tassi d’interesse e da rinnovata attenzione sull’inflazione.