SYDNEY - Dopo le notizie circolate nelle ultime ore sulla presunta positività a un test antidroga durante un controllo stradale a Sydney, Oscar Volpato, padre del calciatore dei Socceroos, Cristian, ha voluto ricostruire quanto accaduto e difendere il figlio.

Secondo quanto riferito dalla polizia, il 22enne sarebbe stato fermato nelle prime ore di oggi mentre era alla guida di una BMW Sport sull’Anzac Bridge. Gli agenti contestano al giocatore una velocità di 109 chilometri orari in un tratto con limite fissato a 60 km/h. Durante il controllo, un test antidroga preliminare avrebbe indicato una possibile positività alla cocaina.

Per questo motivo a Volpato sarebbe stata contestata l’infrazione per eccesso di velocità e sarebbe stata sospesa per sei mesi la patente internazionale, con il divieto di guidare nello Stato del New South Wales. La polizia avrebbe inoltre raccolto un secondo campione di saliva, che sarà analizzato in laboratorio per confermare o meno il primo risultato. Le indagini restano in corso.

Gli investigatori sostengono inoltre che il calciatore fosse già stato fermato nella stessa zona poche ore prima, intorno alle 23 della sera precedente, sempre per eccesso di velocità. In quella circostanza, secondo quanto riportato, l’alcoltest sarebbe risultato negativo.

A seguito della diffusione della notizia, Oscar Volpato ha fornito la versione della famiglia. “Era l’ultima sera di Cristian prima del rientro in Italia - racconta il padre -. In compagnia di un amico aveva deciso di trascorrere qualche ora all’Ivy Night Club. Durante la serata è stato riconosciuto da molte persone che gli hanno chiesto fotografie e selfie”.

Il padre del calciatore ha poi voluto chiarire alcuni aspetti relativi alle abitudini del figlio: “Cristian non beve alcolici. Al ristorante Little Sicily di Haberfield e al Club Marconi ha sempre bevuto acqua minerale. Non ha mai fatto uso di droghe e non lo farà mai”.

Secondo la ricostruzione fornita dalla famiglia, intorno all’una di notte Cristian Volpato si trovava a bordo della BMW insieme a un amico quando il veicolo è stato fermato dalla polizia. “Confermo che l’auto procedeva a una velocità superiore al limite consentito - ha dichiarato Oscar Volpato -. Quando gli è stato effettuato il primo test, Cristian ha immediatamente chiesto agli agenti di essere accompagnato in ospedale o in caserma per sottoporsi a ulteriori accertamenti, perché era convinto di non aver assunto alcuna sostanza stupefacente”.

Il padre ha inoltre fatto riferimento a un’ipotesi emersa nelle ultime ore e riportata anche da alcuni organi di informazione. “Secondo quanto riferito, e come sarebbe stato riportato anche durante il telegiornale di Channel 9, non si escluderebbe la possibilità che qualcuno abbia potuto introdurre sostanze proibite nella bibita consumata da Cristian durante la serata”.

Tale circostanza, tuttavia, al momento non risulta confermata dalle autorità e resta un’ipotesi in attesa di eventuali verifiche. Saranno gli esami di laboratorio sul secondo campione e gli ulteriori accertamenti investigativi a stabilire con precisione quanto accaduto.

La famiglia Volpato si dice fiduciosa che la vicenda possa essere chiarita completamente e invita a evitare giudizi definitivi prima della conclusione delle procedure ufficiali.

Sul piano sportivo, il caso potrebbe avere conseguenze rilevanti. Football Australia applica infatti una normativa antidoping gestita da Sport Integrity Australia: eventuali violazioni confermate possono comportare sanzioni importanti, anche se la valutazione finale dipenderebbe dalle circostanze accertate e dall’eventuale conferma della positività.

Cristian Volpato, recentemente al centro dell’attenzione per la scelta di rappresentare l’Australia ai Mondiali appena conclusi a livello internazionale dopo aver rinunciato alla possibilità di vestire la maglia dell’Italia, resta ora in attesa dell’esito degli accertamenti ufficiali.