WASHINGTON - In occasione del venticinquesimo anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001, il presidente Usa Donald Trump ha partecipato al Pentagono, assieme alla First Lady Melania, alla cerimonia in ricordo delle “anime meravigliose strappate al nostro mondo”.  

Durante il tributo presso il quartier generale della Difesa ad Arlington, in Virginia (dove il presidente si è recato per il secondo anno consecutivo), la coppia presidenziale ha assistito alla lettura dei nomi delle 184 vittime rimaste uccise nell’impatto del volo American Airlines 77 dirottato contro la struttura. 

Intervenendo sul palco dopo il segretario alla Difesa Pete Hegseth e l’ex segretaria di Stato Condoleezza Rice (consigliera per la sicurezza nazionale all’epoca dei fatti), il presidente ha voluto sottolineare l’unità e la resilienza del Paese.

“Nessuno può prepararsi a un giorno come l’11 settembre, ma possiamo sempre scegliere di essere il tipo di nazione che il mondo ha visto nei giorni successivi – ha dichiarato Trump –. In quei giorni strazianti dopo gli attentati, abbiamo visto il vero spirito della nostra nazione. Quel giorno eravamo tutti newyorkesi. Tutti quanti. Eravamo tutti newyorkesi, ma eravamo anche tutti statunitensu. Eravamo tutti una famiglia”. 

Il ricordo delle circa tremila vittime complessive dell’attacco condotto da al-Qaeda (tra cui si contano anche 24 cittadini canadesi) è diventato per la Casa Bianca l’occasione per rivendicare l’azione militare ed economica in corso contro l’Iran da oltre sei mesi. “Non lo dimenticheremo mai e poi mai. È per questo che oggi combattiamo. Non abbiamo scelta. Può esserci solo la vittoria. Combattiamo con determinazione. Combattiamo per vincere”, ha affermato il presidente.

Inoltre, Trump ha ricordato di rendere “omaggio ai nostri soccorritori e alle forze dell’ordine, e li amiamo. E rendiamo omaggio ai militari che in questo momento stanno lavorando per garantire che il principale sostenitore del terrorismo al mondo, la Repubblica Islamica dell’Iran, non possieda mai e poi mai un’arma nucleare”. 

Sullo stesso tono si è espresso il capo del Pentagono, Pete Hegseth, che ha difeso con fermezza le operazioni militari avviate lo scorso 28 febbraio: “Continuiamo a mandare i terroristi dove meritano di stare, all’inferno, e le petroliere sul fondo dell’oceano, dove meritano di stare”. Un concetto ripreso anche da Trump, che ha rimarcato come “la pressione economica si fa ogni giorno più forte. Controlliamo lo Stretto. Porteremo a termine questa battaglia”, concludendo poi con un messaggio di ottimismo: “Oggi il nostro Paese è più forte di quanto sia mai stato prima”. 

Mentre il presidente interveniva a Washington, le cerimonie per il 25° anniversario si sono svolte in parallelo in tutto il Paese, con momenti di silenzio, veglie e deposizioni di corone. A Shanksville, in Pennsylvania, dove l’aereo dirottato precipitò in un campo a seguito della reazione di passeggeri ed equipaggio che impedirono agli attentatori di raggiungere la capitale, hanno presenziato altri funzionari dell’amministrazione. 

A New York, la commemorazione a Ground Zero ha visto la partecipazione del vicepresidente JD Vance, affiancato dagli ex presidenti Bill Clinton, George W. Bush, Barack Obama e Joe Biden, oltre che dal neosindaco Zohran Mamdani (primo musulmano a guidare la città, studente delle elementari al tempo degli attacchi) e dal segretario al Commercio Howard Lutnick, ex amministratore delegato di Cantor Fitzgerald, la società finanziaria che nella tragedia perse 658 dipendenti. 

In un contesto che tradizionalmente esclude i comizi politici per lasciare spazio alla lettura dei nomi da parte dei familiari, la cerimonia ha registrato un momento di forte tensione istituzionale.

Terry Strada, presidente nazionale dell’associazione 9/11 Families United e da anni impegnata in una battaglia legale per dimostrare le responsabilità della monarchia saudita, dopo aver letto il nome del marito scomparso Tom si è rivolta direttamente ai leader presenti.

“Come è possibile che non ci sia giustizia per il ruolo che l’Arabia Saudita ha avuto nel tuo omicidio?”, ha accusato la donna, aggiungendo: “Per 25 anni, amministrazione dopo amministrazione, compresi i leader qui davanti a noi oggi, hanno scelto di proteggere i sauditi invece di schierarsi con le famiglie dell’11 settembre”. 

Per la prima volta, il protocollo del memoriale di Manhattan ha incluso quest’anno anche un minuto di silenzio speciale in omaggio ai soccorritori e ai residenti deceduti negli anni successivi per tumori e altre patologie legate all’inalazione delle polveri tossiche sprigionate dal crollo delle Torri Gemelle.