MILANO - Alessandro Chiani, il diciannovenne condannato a 20 anni di reclusione per il tentato omicidio e la rapina ai danni dello studente Davide Cavallo, è stato ammesso a un percorso di giustizia riparativa.
Lo ha deciso il gup di Milano Alberto Carboni, accogliendo l’istanza presentata dal nuovo difensore dell’imputato, l’avvocato Amedeo Rizza. Il giudice ha tenuto conto anche della disponibilità manifestata dalla vittima a essere contattata dal Centro per la Giustizia riparativa.
L’aggressione risale al 12 ottobre scorso, in corso Como, a Milano, fuori da una delle discoteche della movida. Cavallo, 22 anni, studente, era stato prima picchiato da un gruppo di ragazzi, tra cui tre minorenni che saranno processati a luglio, e poi accoltellato.
Secondo la ricostruzione accolta dal giudice, Chiani lo colpì con due fendenti per portargli via 50 euro, provocandogli ferite gravissime e seri rischi di invalidità permanente.
Il 20 maggio il gup Carboni ha ritenuto Chiani responsabile di tentato omicidio e rapina pluriaggravati. La pena è stata fissata a 20 anni: il giudice era partito da una base di 30 anni, poi ridotta di un terzo per il rito abbreviato. È stata disposta anche una provvisionale di 500mila euro a favore di Cavallo, oltre a 50mila euro per ciascuno dei genitori e per il fratello.
Nello stesso procedimento Ahmed Atia, 18 anni, indicato dall’accusa come possibile “palo”, è stato assolto dall’accusa di rapina e condannato a 10 mesi e 20 giorni per omissione di soccorso. Cavallo, rappresentato dall’avvocato Giovanni Azzena, si era presentato in aula con le stampelle e, prima della camera di consiglio, si era avvicinato agli imputati, li aveva abbracciati e aveva ricevuto le loro scuse. In precedenza, aveva anche scritto una lettera in cui, in sostanza, perdonava i suoi aggressori.
Il percorso di giustizia riparativa sarà sganciato dal procedimento penale, ma potrà avere effetti sul reinserimento, sul recupero sociale e sull’esecuzione della pena. Gli atti sono stati inviati al Centro per la Giustizia riparativa del Comune di Milano, che dovrà valutare la situazione e definire un programma con imputato e vittima.
“Fin dall’inizio ha cercato un confronto con tutti i suoi aggressori, manifestando disponibilità all’ascolto e, soprattutto, al perdono”, ha spiegato l’avvocato Luca Lazzaroni, uno dei legali della famiglia Cavallo insieme a Giovanni Azzena e Luca Degani. Secondo il legale, per lo studente il percorso può essere l’occasione di “sedersi al tavolo” con gli imputati, come aveva auspicato fin dall’inizio.