PERTH – Il governo guidato dal primo ministro Anthony Albanese punta a velocizzare l’approvazione dei grandi progetti attraverso un piano da oltre 45 milioni di dollari in quattro anni, destinato a eliminare duplicazioni tra livelli di governo e accorciare i tempi autorizzativi.
La misura si basa su nuovi accordi bilaterali con Stati e Territori, che consentiranno alle autorità locali di valutare e approvare i progetti anche per conto del Commonwealth. In pratica, si passa da un doppio passaggio – statale e federale – a un’unica procedura.
Secondo Albanese, il sistema attuale ha raggiunto livelli di lentezza tali da scoraggiare investimenti. I tempi medi per ottenere un via libera sotto l’Environment Protection and Biodiversity Conservation Act sono passati da 48 settimane vent’anni fa a 118 settimane oggi.
“Questo intervento accelera progetti energetici, abitativi e legati alle risorse, eliminando un intero livello di burocrazia”, dirà oggi il primo ministro intervenendo alla Chamber of Minerals and Energy del Western Australia. “Non più due percorsi paralleli, ma una decisione unica, più chiara e più rapida: sì o no”.
Il finanziamento federale servirà a incentivare gli Stati a sottoscrivere i nuovi accordi. Solo le giurisdizioni che aderiranno potranno gestire direttamente l’intero iter autorizzativo, assumendo anche le responsabilità oggi condivise con Canberra.
L’iniziativa si inserisce nella riforma ambientale approvata dal parlamento nel novembre 2025, che punta a rendere più efficienti le valutazioni dei progetti e a migliorare la trasparenza delle decisioni.
Per il governo, il nodo non è solo amministrativo ma economico: ritardi e incertezze hanno già portato alcuni investitori a ritirarsi, con effetti su occupazione e sviluppo locale. La semplificazione viene presentata come un modo per rendere il Paese più competitivo in un contesto globale instabile.
Albanese collegherà il tema anche al quadro internazionale, segnato dal conflitto in Medio Oriente e dalle tensioni sulle catene di approvvigionamento. Rafforzare la capacità interna di produrre energia e sviluppare infrastrutture diventa quindi una priorità strategica.
Il prossimo budget federale, atteso tra due settimane, dovrebbe riflettere questa impostazione. “Sarà il bilancio più importante e più ambizioso del nostro governo”, dirà il primo ministro, indicando nella sicurezza economica e nella rapidità decisionale due assi centrali.
Resta ora da vedere quanti Stati accetteranno di firmare gli accordi e quanto rapidamente il nuovo sistema riuscirà a tradursi in approvazioni concrete.