CHIETI - La Corte d’Assise di Chieti ha condannato a 15 anni di reclusione Antonio Talone, 45 anni, accusato di maltrattamenti nei confronti dell’anziano padre, poi deceduto, della madre e della sorella. 

Secondo l’accusa, le sue condotte avrebbero contribuito anche alla morte della madre, 79 anni. L’uomo era imputato anche per abbandono di persona incapace, dal momento che i genitori non erano in grado di provvedere autonomamente alle proprie necessità. 

La sentenza è stata emessa dalla Corte presieduta da Guido Campli, con giudice a latere Luca De Ninis. Il pubblico ministero Fabiana Rapino aveva chiesto una condanna a 13 anni. 

Talone è stato anche interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e condannato a risarcire i danni alle parti civili, che saranno quantificati in un altro procedimento. È stato invece assolto dall’accusa di abbandono del padre perché il fatto non sussiste. 

L’uomo non era presente al momento della lettura del dispositivo, e durante l’udienza si era sottoposto a esame e respinto le accuse: “Io non ho mai maltrattato mia madre e mio padre in tutti questi anni e soprattutto nell’ultimo periodo che mia madre era allettata”. 

Dal processo è emersa una situazione familiare di degrado assoluto, con padre, madre e sorella che vivevano tra cumuli di immondizia, escrementi, utenze staccate per bollette non pagate e senza acqua calda. 

I tre familiari percepivano pensioni di invalidità per circa 3mila euro al mese complessivi, ma secondo l’accusa il denaro spariva dai conti il giorno stesso dell’accredito e finiva nelle tasche di Talone, che lo avrebbe usato per spese personali e per acquistare droga. 

“In questo processo perdiamo tutti”, ha detto il pm Rapino nella requisitoria, sostenendo che “lo Stato è arrivato tardi a tutelare questa famiglia”. 

Il pm ha ricordato il 2 febbraio 2021, quando venne eseguito un decreto di ispezione e il Gav della sezione di polizia giudiziaria della Procura di Pescara trovò “una situazione a dir poco scandalosa”. 

“Abbiamo perso tutti come collettività perché fino a quel momento è evidente che tutti hanno girato la faccia dall’altra parte”, ha aggiunto Rapino. 

Talone è difeso dall’avvocata Katia Ferri, che aveva chiesto l’assoluzione. Le parti civili, la sorella e il fratello - nel frattempo deceduto - sono assistite dall’avvocato Alfredo Cappellacci.