BANDAR SERI BEGAWAN – Australia e Brunei rafforzano la cooperazione energetica mentre la guerra in Medio Oriente continua a destabilizzare le catene di approvvigionamento globali.
Il primo ministro Anthony Albanese e il sultano Haji Hassanal Bolkiah hanno firmato un accordo volto a garantire flussi commerciali aperti e forniture più solide di carburante e risorse strategiche.
Nel documento congiunto, i due Paesi esprimono “profonda preoccupazione” per il conflitto e ribadiscono l’impegno a lavorare insieme per rafforzare la sicurezza energetica. L’intesa segue quella siglata la settimana precedente con Singapore e si inserisce in una più ampia strategia australiana per diversificare e stabilizzare le forniture.
“Le nostre relazioni si basano su fiducia strategica, mercati aperti e commercio regolato da norme condivise”, si legge nella dichiarazione. Entrambi i governi hanno sottolineato la necessità di mantenere aperti i flussi commerciali, accelerare lo sviluppo di energie alternative e migliorare la cooperazione regionale.
Durante l’incontro al palazzo reale, Albanese e il sultano hanno anche discusso dell’impatto del conflitto sulle economie della regione. Il Brunei, pur essendo un produttore di dimensioni più contenute rispetto ad altri Paesi del Sud-Est asiatico, resta un partner rilevante per Canberra.
L’Australia importa infatti circa il 9% del gasolio, l’11% del petrolio greggio e una quota analoga di urea dal sultanato. Proprio la sicurezza delle forniture di fertilizzanti è stata uno dei temi centrali della visita.
Nel corso della giornata, Albanese ha visitato un impianto di produzione di urea, che copre quasi il 10% del fabbisogno australiano. Il sito, operativo dal 2022, impiega circa 600 lavoratori e ha una capacità produttiva superiore a 1,3 milioni di tonnellate all’anno.
L’obiettivo è duplice: garantire continuità nelle forniture e rafforzare i legami economici in un momento in cui le rotte commerciali presentano elementi di rischio. Il governo australiano punta infatti a ottenere priorità nelle esportazioni energetiche in cambio della fornitura di beni essenziali, come già avvenuto con altri partner regionali.
Il viaggio del primo ministro proseguirà in Malesia, dove sono previsti nuovi colloqui sul tema energetico. In uno scenario globale incerto, Canberra cerca di consolidare una rete di accordi che possa attenuare gli effetti di eventuali shock futuri.