SEPANG (MALESIA) - Non vince, ma il secondo posto vale quasi quanto un successo. Marc Márquez chiude alle spalle di Pedro Acosta nella Sprint del Gran Premio di Malesia, diciannovesimo appuntamento del Mondiale MotoGP, e compie un altro passo verso il titolo. Lo spagnolo consolida il primato in classifica approfittando dell’assenza del suo principale rivale, Jorge Martín, costretto a rinunciare alla gara per la frattura al polso rimediata la scorsa settimana in Australia.

“Ci ho provato, ho dato tutto”, racconta Martín ai microfoni di Sky Sport dopo essere sceso in pista soltanto nelle prime prove libere. “Ho aspettato oggi per prendere una decisione, ma non ero efficace nella guida. Ho deciso di fermarmi, era un rischio per me, non avevo il controllo al 100% di quello che succedeva. Ho preferito riposare, guadagno un giorno di recupero per il Qatar”.

Una scelta difficile, soprattutto in un momento decisivo della stagione. “Il Mondiale ovviamente si allontana, ma ora non ci penso. Sicuramente ci proverò fino alla fine”, aggiunge il pilota spagnolo. Il distacco da Márquez sale intanto a 19 punti, in attesa della gara lunga di domenica.

Consapevole dell’importanza del risultato, il leader della classifica evita rischi inutili, soprattutto quando la pioggia comincia a cadere sul circuito malese. “Quando ho visto la pioggia, l’ultima cosa che volevo era essere primo. Avevo molto da perdere e poco da guadagnare”, spiega Márquez, soddisfatto di un piazzamento che rafforza le sue ambizioni iridate.

A completare il podio è Marco Bezzecchi, terzo con l’Aprilia davanti al giapponese Ai Ogura. Il pilota italiano deve affrontare una partenza combattuta, prima di trovare il ritmo necessario per gestire la seconda parte della corsa.

“È stato difficile, all’inizio la battaglia è stata enorme fin dai primi metri. Poi, quando sono riuscito a stabilizzarmi, sapevo di poter gestire la gara fino alla fine. Non mi aspettavo l’arrivo della pioggia, ma anche gli altri hanno fatto fatica. Sono arrivato sul podio e sono felice, ora pensiamo a domani”, commenta Bezzecchi.

Con 52 punti di ritardo da Márquez, l’azzurro continua a credere nella possibilità di giocarsi il Mondiale: “Ci credo, se non ci credessi sarebbe inutile venire alle gare. So che realisticamente è difficile, ma oggi sono contento perché è stata una bella giornata”.

Il protagonista assoluto del sabato resta però Pedro Acosta, che conquista la vittoria dopo un intenso duello con Ogura, superato definitivamente al settimo giro. Lo spagnolo della KTM sfrutta al meglio le condizioni della pista e resiste fino alla bandiera a scacchi.

“Quando ha iniziato a piovere, ci siamo presi più rischi e ha funzionato. Abbiamo fatto quel che dovevamo fare”, racconta Acosta, che guarda già alla gara di domenica: “Vediamo, dobbiamo provare a lottare per il podio”.

Giornata dai due volti per Alex Márquez, protagonista delle qualifiche con una pole position conquistata davanti al fratello Marc, ma poi scivolato durante la Sprint proprio con l’arrivo delle prime gocce di pioggia.

“Ho avuto un eccesso di fiducia. Ho guidato troppo con il cuore e non con la testa. Questi errori non possono succedere”, ammette il pilota spagnolo, assumendosi la responsabilità dell’errore.

Alle spalle dei primi quattro chiudono Fabio Di Giannantonio e Francesco Bagnaia, rispettivamente quinto e sesto. Per Pecco resta il record della pista stabilito nel 2024, una consolazione che non basta a cancellare le difficoltà del momento.

“A questo punto conta poco. So cosa sono in grado di fare ed è stato dimostrato l’anno scorso in Giappone. Per il resto non siamo nella condizione di fare lo stesso”, osserva il pilota italiano.

L’attenzione si sposta ora sulla gara lunga di domenica, in programma alle 8, con Márquez chiamato a difendere il vantaggio in classifica e Acosta pronto a confermare quanto mostrato nella Sprint. Per Martín, invece, la priorità resta il recupero fisico, mentre la corsa al titolo si fa sempre più complicata.