NOTTINGHAM (INGHILTERRA) - Il Nottingham Forest ha annunciato ieri, giovedì, la scomparsa di John Robertson all’età di 72 anni. “Una vera leggenda del nostro club e due volte vincitore della Coppa dei Campioni (Champions League nel 1979 e nel 1980). Il talento senza pari di John, la sua umiltà e la sua incrollabile dedizione al Nottingham Forest non saranno mai dimenticati”, ha scritto il club in un comunicato.

L’ala della nazionale scozzese (28 presenze, 8 gol) è stata una figura chiave nell’epoca d’oro del Nottingham Forest, giocando per il club per quattordici stagioni (1970-1983 e 1985-1986). Giocatore chiave nella promozione in First Division nel 1977, ha vinto il titolo di Premier League l’anno successivo, nel 1978, e si è assicurato il successo in Coppa di Lega nello stesso anno segnando l’unico gol nella ripetizione della finale contro il Liverpool.

Un trofeo che il club conservò l’anno successivo, sconfiggendo il Manchester United in finale (3-2). Robertson si distinse anche durante le vittoriose campagne del Forest in Coppa dei Campioni del 1979 e del 1980.

Fornendo l’assist decisivo per il colpo di testa di Trevor Francis nella finale del 1979 contro il Malmoe (1-0), realizzò l’unico gol nella finale dell’anno successivo contro l’Amburgo (1-0).

Il suo allenatore Brian Clough ne derideva il fisico corpulento e il discutibile stile di vita (era un fumatore accanito), ma contemporaneamente elogiava il suo talento con la palla: “John Robertson era un giovane davvero poco attraente. Se mai mi sentissi giù, mi siederei accanto a lui e mi sentirei come Errol Flynn. Ma se gli dessi un metro d’erba, si trasformerebbe in un artista. Era il Picasso del nostro sport”.