SYDNEY – La difficoltà di trovare un’abitazione in affitto sta modificando la composizione dei nuclei domestici australiani, con dati che evidenziano come un numero crescente di persone siano costrette a condividere la stessa proprietà per distribuire costi diventati sempre più onerosi.
Agenti immobiliari e studiosi del settore segnalano un aumento delle domande presentate da famiglie multigenerazionali, più coppie insieme e gruppi di amici. In alcune agenzie queste configurazioni rappresentano ormai circa un quinto delle richieste ricevute.
La tendenza si accompagna a una disponibilità estremamente ridotta. Secondo Domain, nel terzo trimestre il tasso nazionale di abitazioni libere per la locazione si attestava all’uno per cento: appena una proprietà su cento risultava disponibile.
La situazione è ancora più difficile in diverse capitali al di fuori di Sydney e Melbourne, dove la carenza di alloggi ha ulteriormente intensificato la competizione tra aspiranti inquilini.
Il fenomeno interessa una parte consistente della popolazione, dato che circa il 31 per cento degli australiani vive in affitto.
Il mercato sta anche registrando un aumento del numero di candidature per ogni abitazione. Secondo operatori del settore, proprietà che prima ricevevano una decina di richieste possono ora attirarne 15 o 20.
Parte del comparto immobiliare attribuisce l’ulteriore riduzione dell’offerta alle modifiche al negative gearing e alla tassa sulle plusvalenze contenute nella manovra economica di maggio, sostenendo che abbiano reso meno conveniente per alcuni investitori mantenere immobili residenziali.
Lyndall Bryant, docente di economia immobiliare alla Queensland University of Technology, ritiene che le politiche pubbliche abbiano dedicato molta attenzione a chi possiede un mutuo o cerca di acquistare la prima casa, lasciando invece in secondo piano gli inquilini del mercato privato.
I governi hanno investito miliardi nell’edilizia sociale e comunitaria, ma queste abitazioni costituiscono soltanto tra il tre e il cinque per cento del patrimonio complessivo.
Bryant sottolinea che una quota molto più ampia della popolazione dipende dalle locazioni private, dove l’offerta resta insufficiente e i prezzi continuano a crescere.
Il governo federale ha aumentato la Commonwealth Rental Assistance nel 2023 e nel 2024 e, insieme a Stati e Territori, ha concordato di lavorare per rendere più uniformi i diritti degli inquilini a livello nazionale.
Sindacati e organizzazioni per il diritto alla casa chiedono anche limiti agli aumenti degli affitti e contratti pluriennali, mentre altri osservatori sostengono che servano maggiori incentivi per mantenere gli investitori nel mercato residenziale.
L’aumento dei tassi d’interesse, delle manutenzioni e del costo della manodopera viene inoltre indicato dai proprietari come uno dei fattori che contribuiscono alla crescita dei canoni, alimentando ulteriormente una situazione nella quale sempre più inquilini ricorrono alla condivisione dell’abitazione come soluzione economica.