CANBERRA - Il primo ministro Anthony Albanese ha rigettato l’idea di Pauline Hanson secondo cui l’Australia dovrebbe essere una monocultura, indicando i Socceroos come prova concreta del successo multiculturale del Paese.

La leader di One Nation, in un intervento al National Press Club, ha sostenuto che l’Australia dovrebbe restare multirazziale, ma sotto un unico ombrello culturale. Il discorso ha riacceso le critiche contro il partito, proprio mentre One Nation cresce nei sondaggi.

Albanese ha definito l’argomento privo di base storica e politica. La rosa australiana ai Mondiali conta 26 giocatori provenienti da 15 contesti culturali diversi. Due di loro, Nestory Irankunda e Mohamed Toure, sono arrivati in Australia dopo essere nati in un campo profughi africano.

“Abbiamo avuto una cultura ricca, e quando guardiamo i Socceroos vediamo esempi di quella ricchezza: persone orgogliose della propria origine, di ciò che sono, ma anche orgogliose di essere australiane”, ha detto Albanese ai giornalisti a Canberra.

Il primo ministro ha aggiunto che l’Australia moderna “non è una monocultura, e non lo è mai stata”. Ha ricordato che prima del 1770 e del 1788 esistevano molte Prime Nazioni nel continente, e che la diversità nazionale è una forza. “È davvero un argomento senza senso tornare a una monocultura che in realtà non c’è mai stata”, ha detto.

Hanson ha difeso la propria posizione durante un’intervista a Seven’s Sunrise, sostenendo che l’Australia dovrebbe guardare al Giappone come modello di cultura unitaria. “Siamo multirazziali, ma alla fine dobbiamo considerarci australiani”, ha affermato. Hanson ha fatto a sua volta uso dei Socceroos, assieme alle Olimpiadi, richiamandoli a sostegno della propria argomentazione: si compete sotto una sola bandiera, quella australiana.

La polemica sul multiculturalismo si sviluppa mentre Hanson cerca di correggere un altro fronte aperto, quello sul congedo parentale retribuito. Nel discorso al Press Club aveva detto che i lavoratori non dovrebbero essere pagati dai datori di lavoro quando non sono in servizio, anche in caso di maternità. In seguito ha sostenuto che le sue parole sono state svincolate dal contesto, precisando di appoggiare il congedo parentale pagato dal governo, ma non obblighi ulteriori per le aziende.

Dal primo luglio, il congedo parentale retribuito finanziato dallo Stato salirà a 26 settimane, condivisibili tra i genitori, con la possibilità di versare anche la superannuation. Il ministro del Lavoro Amanda Rishworth ha accusato One Nation di non capire i lavoratori australiani.

Lo scontro resta politico e culturale insieme: Hanson parla di identità unica, Albanese risponde con la realtà di una squadra nazionale. La bandiera è una. Le storie sotto quella bandiera, molte.